Molucche: il vescovo di Ambon lancia un S.O.S. all’ONU e al mondo intero

Il recente scoppio di violenza sembra non avere via d’uscita

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JAKARTA, venerdì 30 aprile 2004 (ZENIT.org).- Dopo sei giorni consecutivi di violenza, monsignor Petrus Canisius Mandagi MSC, vescovo della diocesi di Ambon, nelle isole Molucche (Indonesia), ha lanciato venerdì un messaggio in cui rivela l’origine del nuovo conflitto e chiede aiuto all’ONU e all’intera comunità internazionale.



Anche se il prelato ha dichiarato mercoledì scorso che le vere origini della violenza scoppiata nell’arcipelago indonesiano delle Molucche non sono religiose, ma politiche, (cfr.ZENIT, Servizio Giornaliero, 28 aprile 2004) si teme che l’intera regione possa precipitare in una guerra tra Musulmani e Cristiani simile a quella di tre anni fa, che è costata la vita a 5.000 persone e ha causato 700.000 profughi.

“I Cristiani temono di essere etichettati come indipendentisti e di essere identificati con i separatisti del RMS, cosa che non corrisponde a verità”, ha spiegato monsignor Mandagi venerdì a “Fides”.

“I Musulmani, dal canto loro, vedono la situazione internazionale, l’Iraq, il Medio Oriente, e temono un intervento degli Stati occidentali, rivendicando così la loro identità islamica. La guerra è ancora troppo vicina, le ferite del passato non si sono cicatrizzate. Per questo è facile approfittare della situazione e riaccendere la violenza”.

“La violenza è stata chiaramente provocata con obiettivi politici”, ha aggiunto. “E’ legata alle elezioni in corso in Indonesia. Alcuni vogliono creare conflitto e instabilità nelle Molucche per poi dire che è meglio eleggere un ‘uomo forte’ come capo della Nazione (…), forse una persona che appartiene alle Forze Armate”.

Venerdì sono stati registrati altri scontri tra gruppi di Musulmani e di Cristiani armati di bombe artigianali e strumenti militari nella città di Ambon, che hanno causato almeno 15 feriti e decine di case incendiate. La violenza di questi giorni ha già provocato circa 40 morti e più di 170 feriti.

Di fronte a questa situazione, “che sembra non avere via d’uscita”, monsignor Mandagi, in un messaggio del quale si è fatta eco “Asianews”, ha chiesto l’intervento dell’ONU e della comunità internazionale.

Pubblichiamo di seguito la traduzione del testo inviato in Inglese e in Indonesiano, fornita da “Asianews”.

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S.O.S

La diocesi di Amboina (Ambon), nelle Molucche, Indonesia , si rivolge alle Nazioni Unite e a tutte le nazioni del mondo dando queste informazioni:

1. Il 25 aprile 2004, ad Ambon si è tenuta una cerimonia per l’anniversario della dichiarazione di indipendenza della Repubblica delle Molucche del Sud (Republik Maluku Selatan – Rms). La polizia è intervenuta per arrestare 24 persone, fermarle al quartier generale e interrogarle.

2. Un gruppo di persone che aveva accompagnato i detenuti alla sede della polizia, tornando a casa, ha trovato la strada sbarrata da un gruppo sedicente “Pro-NKRI” (NKRI = Negara Kesatuan Republik Indonesia = L’indivisa repubblica dell’Indonesia).

3. Questa è stata la scintilla che ha fatto sorgere nella città di Ambon aspri scontri, tuttora in corso.

4. Per 5 giorni è continuata una catena di disordini che ha prodotto l’incendio di molte case ed edifici pubblici, l’uccisione di persone, spari in tutta la città e la fuga della gente in cerca di sicurezza.

5. Valutando questa situazione, sembra non vi sia via di uscita; [nello stesso tempo, essa] causa molte sofferenze ai civili della città di Ambon,

PER QUESTO CI APPELLIAMO ALLE NAZIONI UNITE E A TUTTE LE NAZIONI

1. Per difendere il diritto del popolo di Ambon a una vita sicura dentro la città.

2. Per domandare con urgenza al governo indonesiano, in particolare il governo centrale, di porre fine al più presto possibile a:
a) ogni attacco reciproco fra gruppi cristiani e musulmani;
b) agli incendi e distruzioni di case e strutture pubbliche.

3. Per prendersi cura delle vittime di queste violenze, soprattutto dei rifugiati il cui numero sta aumentando di giorno in giorno.

4. Se la violenza non può essere fermata, per aiutare l’evacuazione della gente di Ambon che vuole vivere in pace, in luoghi fuori da Ambon, fuori dalle Molucche o perfino fuori dell’Indonesia, dove essi potranno vivere senza paura e disordini.

5. Per pregare per il bene dei cittadini di Ambon.

Rendiamo pubblico questo messaggio di Sos. Noi e la popolazione di Ambon vi siamo grati per la vostra gentile solidarietà. La benedizione di Dio sia su tutti voi.
Ambon, 30 Aprile 2004
Msgr. P.C. Mandagi MSC,
Bishop of Amboina