Mons. Michele Pennisi si è insediato a Monreale

La cerimonia si è svolta venerdì 26 aprile nello splendido duomo normanno

Catania, (Zenit.org) Giuseppe Adernò | 546 hits

Ha fatto il suo ingresso solenne nella diocesi tra le più antiche di Sicilia (1183) e nello splendido duomo normanno di Monreale il nuovo Arcivescovo Mons. Michele Pennisi, il quale ha lasciato la diocesi di Piazza Armerina, dove dal 2002 ha costruito un tessuto ecclesiale dinamico ed operoso, come appare dalle testimonianze raccolte il 20 aprile in occasione del saluto ufficiale alla “sua prima diocesi”.

Nato a Licodia Eubea (diocesi di Caltagirone e provincia di Catania), il 23 novembre 1946, ha compiuto gli studi a Grammichele e poi presso il Seminario di Caltagirone, dove è stato anche Rettore, prima di essere nominato alla guida dell’Almo Collegio Capranica di Roma.

L’amore per i fratelli Sturzo, (il fratello Mario Sturzo è stato vescovo di Piazza Armerina) e l’approfondimento pensiero di Don Luigi Sturzo, come si legge nella sua pubblicazione "Fede e impegno politico in Luigi Sturzo", (Città Nuova 1982), e nei numerosi articoli e interventi su Don Luigi Sturzo sulla rivista dello Studio Teologico San Paolo di Catania e su riviste nazionali. hanno  favorito la sua nomina a presidente della Causa di Beatificazione di Don Luigi Sturzo, rendendosi anche promotore con Salvatore Martinez dell’istituzione di un centro accoglienza per i carcerati e familiari in un fondo donato dai familiari di Don Sturzo a Caltagirone.

L’attenzione alle problematiche del territorio (mafia, delinquenza, crisi del lavoro, l’hanno reso Vescovo amico e compagni di viaggio, sempre coerente con il Vangelo, suscitando clamore il suo rifiuto a celebrare a Gela il funerale di un boss mafioso ed ora, da “Vescovo antimafia”, guiderà la Diocesi di Monreale nel cui territorio ricadono numerosi paesi  noti per essere stati al centro delle indagini di “Cosa nostra”.

Come già nella diocesi ennese vedremo presto il nuovo Arcivescovo che nelle visite pastorali incontrerà le “sue pecorelle” e le ricondurrà all’ovile.

Non abbassare la guardia” è il suo motto ed Egli camminerà sulla scia del compianto Mons Cataldo Naro, prematuramente scomparso e promotore anche dal convegno “ Figure di santità nella Chiesa di Monreale”.

Recentemente è stato nominato componente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace.

Delegato della Conferenza Episcopale Sicilia per le problematiche scolastiche ed educative e Segretario della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università. Ha dato in prezioso esempio per tutti gli operatori scolastici, indirizzando ad inizio di ogni anno scolastico una lettera a tutti gli studenti, ricca di forti messaggi educativi.

Anche nei frequenti incontri con le Associazioni cattoliche dei Docenti (UCIIM e AIMC) è stato sempre prezioso maestro e guida  spirituale nella non facile azione educativa.

Ha dotato la diocesi di Piazza Armerina di un settimanale diocesano “Settegiorni dagli Erei al Golfo” prezioso strumento di comunicazione e di presenza della Chiesa nel territorio e tra la gente.

Anche il quotidiano “La Sicilia” di Catania gli ha dedicato una pagina il 26 aprile, giorno del suo insediamento a Monreale, in occasione della solenne dedicazione del Duomo, una della più bella cattedrale del mondo, con il meraviglioso mosaico del Pantocrator.

Il messaggio del nuovo Arcivescovo di Monreale, ultima nomina che porta la firma di Papa Benedetto XVI (8 febbraio 2013, pochi giorni prima delle sue dimissioni), risuona in piena sintonia con il linguaggio di Papa Francesco: “Non ci chiudiamo nelle sacrestie, stiamo con il nostro popolo”.

La santità, la liturgia, il dialogo ecumenico e interreligioso, l’evangelizzazione, espressioni della vocazione storica della Sicilia, al centro del Mediterraneo, crocevia di culture e di civiltà guidano il ministero pastorale di Mons. Pennisi che ripete con S. Agostino “Per voi sono Vescovo, con voi sono cristiano”. Nel suo stemma il motto che richiama “Charitas Christi urget” si è tradotto in servizio pastoraleche ora si diffonde in altre località della terra di Sicilia con il medesimo zelo missionario e apostolico e con uno stile di familiarità comunicativa che conquista e conduce alla fede.