Mons. Robert Zollitsch parla dell'Anno della Fede (Seconda parte)

Intervista con il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca

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di Jan Bentz

ROMA, venerdì, 13 luglio 2012 (ZENIT.org) - La prima parte dell'intervista con il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, monsignor Robert Zollitsch, è stata pubblicata ieri, giovedì 12 luglio.

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Il Papa auspica che quest'anno vengano approfondite le conoscenze dei principali scritti del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica come compendio della dottrina cattolica. Come è stato accolto questo desiderio dai vescovi tedeschi? In tutto questo, quale ruolo giocheranno le nuove tecnologie? E per quanto riguarda i giovani, verrà utilizzato anche YouCat?

Mons. Robert Zollitsch: Su Internet, ad esempio sulla homepage della Conferenza Episcopale Tedesca, offriamo i testi del Consiglio da rileggere e da conoscere, nonché il Catechismo. Entrambi gli elementi sono in effetti costitutivi per la vita della Chiesa, quindi non si tratta di azionismo, ma un incremento dei nostri sforzi di mediazione, che vanno avanti da molti anni. Non stiamo iniziando adesso, anzi sono felice che con i moderni mezzi di comunicazione abbiamo già fatto percorsi importanti. Trasmettere il catechismo nella sua totalità può non sembrare facile all'inizio. Ma la lettura è importante: è questo che noi vescovi tedeschi cerchiamo di spiegare. In questo contesto, YouCat giocherà un ruolo importante.

Nella Nota con indicazioni pastorali per l’Anno della fede si chiede alle Conferenze Episcopali una verifica dei catechismi locali e dei vari sussidi catechistici, per assicurare la loro piena conformità con il Catechismo della Chiesa cattolica (II,9). Cosa sta facendo la Conferenza Episcopale Tedesca a tal riguardo?

Mons. Robert Zollitsch: Sì, ci stiamo lavorando. Ma anche qui vale il principio che non dobbiamo cadere nell'attivismo ma rivedere ed aggiornare regolarmente le nostre pubblicazioni. Anche in questo campo c'è lo scambio con Roma è questa è una buona cosa.

La stessa Nota dice che l'Anno della Fede sarà “occasione propizia per un’accoglienza più attenta delle omelie, delle catechesi, dei discorsi e degli altri interventi del Santo Padre” (I,7). È anche un buon suggerimento per la Germania?

Mons. Robert Zollitsch: Certo, ce ne stiamo occupando. Basta dare un'occhiata a www.dbk.de, il sito della Conferenza Episcopale. Due anni fa abbiamo creato appositamente una rubrica per i discorsi importanti del Papa. Così cerchiamo di diffondere le parole del Santo Padre su Internet e in molte pubblicazioni stampate. Non c'è quasi nessun altro Paese in cui vengono pubblicati tanti testi papali quanto da noi in Germania.

Rafforzare la fede significa sviluppare la propria identità cristiana, che implica la testimonianza coraggiosa in una società sempre più scettica nei confronti della dottrina cattolica, quando non addirittura ostile. Può dire alcune parole di incoraggiamento ai cristiani che sono discriminati oggi?

Mons. Robert Zollitsch: Noi cristiani in Germania conosciamo situazioni di persecuzione grazie alla nostra storia. Oggi abbiamo il dovere di aiutare i cristiani oppressi altrove “per causa mia” (cfr. Mt 5,11) e tutti coloro che sono perseguitati ingiustamente. È richiesta la nostra preghiera, ma anche l'impegno attivo per realizzare la libertà religiosa a livello globale. Vorrei incoraggiare le comunità a continuare a testimoniare la propria fede e la propria disponibilità alla non-violenza, che provengono dal Vangelo. Non devono perdersi d'animo, perché la testimonianza del Vangelo è e sarà sempre un segno di contraddizione. Ci è stata data una speranza: “Dove c'è Dio, là c'è futuro”. Bisogna soprattutto guardare i numerosi cristiani che plasmano la loro vita sulla fede e fanno cose grandiose per la nostra società. Ci sono molte cose buone e incoraggianti in Germania, ispirate al Vangelo e portate avanti dalla fede cristiana. Chi non guarda solo i difetti, ma il bene, imparerà a meravigliarsi e diventerà grato.

[Traduzione dal tedesco a cura di Paul De Maeyer]