Monsignor Amato: La natura dell’Eucaristia non è solo conviviale, ma soprattutto sacrificale

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì 27 aprile 2004 (ZENIT.org).- Il segretario della Congregazione per la dottrina della fede ha affermato che la liturgia dell’Eucaristia esige dai fedeli una osservanza soprattutto interiore, più fedele alla tradizione della Chiesa, che ne rispetti la natura sacrificale più che conviviale.



Questi alcuni dei passaggi dell’Istruzione “Redemptionis Sacramentum, relativo alle norme da osservare circa la Santissima Eucaristia” che l’arcivescovo Angelo Amato ha sottolineato in una intervista concessa a Radio Vaticana il 26 aprile.

L’arcivescovo ha spiegato che: “Non si tratta qui di imporre una osservanza puramente esteriore, ma di richiamare ad un atteggiamento interiore di fedeltà alla tradizione liturgica della Chiesa”.

“Le parole e i riti della Liturgia sono espressione fedele, maturata nei secoli, dei sentimenti di Cristo e ci insegnano a sentire come lui – ha aggiunto –. La fedeltà della nostra mente alle parole e alle azioni del Signore indicano la conformità dei nostri cuori ai sentimenti di Cristo stesso”.

Per quanto riguarda i passaggi rilevanti dell’Istruzione, Amato ha indicato: “Anzitutto la competenza dell’autorità ecclesiastica, dei vescovi in primo luogo, nel moderare la disciplina eucaristica”, spiegando che essa “è un diritto, ma anche un dovere”.

”In secondo luogo, l’Istruzione richiama la dottrina della Chiesa sulla natura non solo conviviale, ma soprattutto sacrificale dell’Eucaristia: ciò costituisce criterio fondamentale per la piena e attiva partecipazione dei fedeli al Sacramento”.

”C’è poi un intero capitolo dedicato alla retta celebrazione della Santa Messa, con importanti precisazioni al riguardo. Per esempio, si rinnova l’obbligo per i sacerdoti di usare solo le Preghiere eucaristiche del Messale e quelle legittimamente approvate dalla Sede Apostolica”.

”Viene, poi, confermato il divieto ai laici di tenere l’omelia durante la Messa. A proposito della Comunione si richiama il dovere di essere in grazia e quindi la necessità della confessione sacramentale”.

Il prelato ha concluso rinnovando l’invito a “promuovere l’adorazione eucaristica sia privata sia pubblica e comunitaria”, affermando che “tale culto eucaristico è di valore inestimabile per la vita della Chiesa”.

”Ricordo, a questo riguardo, - ha detto Amato - che uno dei motivi della conversione di Edith Stein furono proprio le frequenti visite a Gesù Sacramentato che i fedeli cattolici, piccoli e grandi, facevano a tutte le ore del giorno”.