Monsignor Betori invita all’“inculturazione del Vangelo” e all’ “evangelizzazione della cultura”

Nell’aprire il convegno nazionale dedicato agli Animatori della comunicazione e della cultura

| 339 hits

ROMA, giovedì, 17 febbraio 2005 (ZENIT.org).- Monsignor Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha aperto il 17 febbraio a Roma il convegno nazionale sul tema “Animatori della comunicazione e della cultura. Con il genio della fede in un mondo che cambia” (www.chiesacattolica.it/animatori), lanciando un appello “per l’inculturazione del Vangelo e per l’evangelizzazione della cultura”.



Secondo Betori, l’animatore della comunicazioni e della cultura, deve avere “una forte identità ecclesiale” per proiettarsi “in tutti quegli spazi di dialogo e di confronto con il mondo contemporaneo che sono appunto segnati dalle comunicazioni sociali e dalla cultura”.

“Un secondo elemento che occorre sottolineare – ha continuato il Segretario della CEI – è nel ridare spessore culturale all’annuncio del Vangelo”.

“In altre parole – ha spiegato Betori –, contribuire in modo dinamico e creativo a far sì che la buona notizia della morte e risurrezione del Signore continui a cambiare il cuore e gli stili di vita delle persone, generando anche forme e modelli di vita sociale profondamente ispirati e animati dalla Parola che salva”.

“All’animatore della comunicazione e della cultura è dunque chiesto di aiutare la comunità ecclesiale ad entrare in dialogo con gli uomini del nostro tempo, utilizzando tutti quei linguaggi e quei percorsi culturali che plasmano il volto della società contemporanea”, ha continuato.

In sintesi, il prelato ha rilevato che “all’animatore è chiesto di sostenere e di rendere sempre visibile la presenza culturalmente significativa dei cattolici” e di “far emergere la vitalità di un impegno culturale che vuole esprimere le ragioni della fede nel nostro tempo”.

Betori ha diffuso alcuni dati interessanti sulla crescita dei media cattolici. Il quotidiano “Avvenire”, ha superato la soglia delle 100.000 copie. La Tv Sat2000, spera con il prossimo passaggio al digitale terrestre, in una maggiore visibilità. Il circuito radiofonico “InBlu” ha visto convergere oltre 200 radio locali in un progetto di respiro nazionale. E poi i tanti settimanali diocesani e il costante sostegno al loro lavoro mediante l’agenzia SIR.

Le “sale della comunità” passate da 600 a 1200 in poche anni. L’uso mirato di internet con più di 9.000 siti di area cattolica censiti e registrati (cfr. “L’E-vangelizzazione attraverso la rete, una nuova opportunità per la Chiesa”, ZENIT, 9 febbraio 2005).

L’apertura in questi ultimi anni di oltre 180 musei diocesani e la catalogazione ad oggi di oltre un milione e duecentomila opere artistiche presenti nelle diocesi italiane.

Notevole anche la crescita del progetto culturale con 262 referenti diocesani sparsi per l’Italia, 225 esperti, docenti universitari, ricercatori e professionisti di alto livello coinvolti a vario titolo nel progetto; sei Forum realizzati, con 1720 pagine di idee e 36 volumi usciti da questa sperimentale fucina; 92 progetti di ricerca realizzati in collaborazione con il Servizio nazionale; 1200 iniziative nate sul territorio; 373 centri culturali cattolici censiti per la prima volta ed entrati in contatto con la CEI.

Il segretario della CEI ha concluso affermando che “la Chiesa si ritrova ad avere delle opportunità di intervento grandi. Una situazione inedita, certamente problematica anche per noi cattolici, ma che si configura come una straordinaria occasione di missione”.