Monsignor Betori perdona il suo aggressore

L'arcivescovo di Firenze era rimasto illeso ad un attentato lo scorso 4 novembre

| 1012 hits

FIRENZE, martedì, 20 dicembre 2011 (ZENIT.org) – Anche dopo l’arresto del presunto aggressore, si infittisce il giallo attorno all’attentato compiuto contro monsignor Giuseppe Betori lo scorso 4 novembre. Nel frattempo l’arcivescovo di Firenze ha espresso parole di perdono.

“Il perdono appartiene alla sfera della coscienza ed è già stato offerto e non ha bisogno di conferme”, ha dichiarato Betori. Il presule ha comunque ricordato che “l’accertamento della verità in ordine alla giustizia attiene al percorso della società e va sempre intrapreso”.

“Fin dal primo momento abbiamo seguito con stima e gratitudine il lavoro svolto con cura e professionalità dagli inquirenti”, ha aggiunto Betori a margine della presentazione di alcune opere di Giotto alla Galleria Tretiakov di Mosca.

L’arcivescovo di Firenze era rimasto illeso dall’agguato tesogli all’ingresso della curia, nel quale però era rimasto ferito il suo segretario, don Paolo Brogi (leggi Zenit del 4 novembre 2011).

Le indagini della Procura di Firenze hanno portato all’arresto del 73enne pluripregiudicato Elso Baschini, accusato di aver sparato a don Brogi e di aver poi puntato la pistola contro la tempia di monsignor Betori.

Baschini, secondo la testimonianza dell’amico marocchino Kahoul Mohamed Toufik, avrebbe fatto irruzione nel palazzo arcivescovile con l’intenzione di compiere una rapina, impossessandosi di oro e altri preziosi situati nell’edificio, dopo aver sequestrato e imbavagliato Betori e i suoi collaboratori.

Davanti al GIP, che ha convalidato l’arresto avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 dicembre, Baschini si è avvalso della facoltà di non rispondere, salvo dichiararsi innocente ed “estraneo al fatto”. Avrebbe tuttavia confidato all’amico Toufik di aver fatto partire “per sbaglio” il colpo che ha ferito il segretario dell’arcivescovo.

La descrizione dell’aggressore fatta da monsignor Betori e don Brogi al PM, Giuseppina Mione, non corrisponde del tutto a Bascini, il quale però, nel frattempo, avrebbe mutato aspetto, tingendosi i capelli bianchi e tagliandosi la barba.