Monsignor Caffarra: niente “vera democrazia”, senza il riconoscimento del diritto di ognuno alla vita

A conclusione della 44° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani

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BOLOGNA, domenica, 10 ottobre 2004 (ZENIT.org).- A conclusione della 44° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, l’arcivescovo di Bologna monsignor Carlo Caffarra ha detto nell’omelia della messa svoltasi in cattedrale: “Non ci può essere vera democrazia, se non si riconosce il diritto alla vita di ogni individuo umano”.



Caffarra ha preso spunto dalla lettura del Vangelo per riflettere sul mistero Pasquale della Resurrezione.

“Esiste un legame fra il Mistero pasquale del Signore e la problematica che abbiamo dibattuto in questi giorni? Fra la morte e risurrezione del Signore e lo sforzo di costruire una società sempre più adeguata alla dignità dell’uomo?”, si è chiesto l’arcivescovo.

Ed ha risposto: “La salvezza che è in Cristo Gesù, la pienezza di umanità apparsa nel Cristo risorto è destinata a raggiungere l’uomo, ogni uomo, poiché questa è la sua elezione ed il suo destino: partecipare alla salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna”.

“Partecipare al Mistero pasquale di Cristo, Mistero che agisce nei cuori umani con la forza dello Spirito Santo, significa lavorare e soffrire perché ogni uomo raggiunga la salvezza che è in Cristo, insieme alla gloria eterna. Significa tendere a rendere la vita dell’uomo più umana”, ha poi aggiunto.

“Là dove ci sono uomini che generosamente si propongono di rendere più umana la vita dell’uomo, - ha sottolineato monsignor Caffarra - ivi è in azione il Mistero pasquale perché opera lo Spirito del Signore Risorto”.

L’arcivescovo di Bologna ha precisato che: “La forza che il cristiano riceve dal mistero pasquale, dove la morte è stata definitivamente vinta dalla vita, si manifesta nella testimonianza al valore della vita, in modo particolare della vita la più debole ed indifesa: quella già concepita e non ancora nata”.

“Solo il rispetto della vita, di ogni vita umana e di tutta la vita umana dal concepimento alla morte, può garantire democrazia e pace”.

“Il santuario originario della vita è la famiglia fondata sul matrimonio: difendere la vita senza la difesa e la promozione dell’istituto famigliare può risultare una scelta inefficace”, ha così commentato.

Caffarra ha concluso spiegando come “tutta la storia umana è sospesa al ‘sì’ che Dio ha detto sul mondo, sull’uomo in Cristo risorto. La fedeltà di Dio in Cristo è totalmente incentrata sulla dignità dell’uomo da restaurare ed elevare fino alla gloria eterna”.

“È per questo che possiamo dire con intima certezza: ‘se con Lui perseveriamo, con lui anche regneremo’. La forza del Mistero pasquale che agisce nella nostra quotidiana perseveranza riporta l’uomo sul suo trono regale poiché la vera regalità dell’uomo è regnare con Cristo. E la regalità di Cristo si esercita nel servire l’uomo”.