Monsignor Caffarra: "Ogni persona umana per il solo e semplice fatto di esistere è un bene”

In apertura dell'undicesimo anno accademico dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

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ROMA, giovedì, 14 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Questo giovedì monsignor Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, in apertura dell'undicesimo anno di attività accademiche dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorom (APRA) ha parlato del valore intrinseco della persona umana, che trova la sua realizzazione più alta nel donarsi con amore.



"Ogni persona umana per il solo e semplice fatto di esistere è un bene, è un valore: è questa la sua bontà, il suo valore ontologico”, ha affermato l’arcivescovo, intervenuto di fronte ad una folla di studenti, sacerdoti, seminaristi, autorità, tra cui Monsignor Romeo Panciroli della Segreteria di Stato vaticana, Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Antonio Fazio, Governatore della Banca d'Italia.

“È di questo che Tommaso parla, quando scrive: 'la persona è ciò che di più perfetto esista nell'ambito dell'essere'. Non si può essere più che persone", ha precisato monsignor Caffarra.

Per questo motivo è evidente "l'irriducibilità della persona umana al mondo", ha di seguito continuato, chiedendosi poi: “Ma che cosa vale per l'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde se stesso?".

A questo punto Caffarra ha affermato che: "L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non si incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa attivamente".

E non può esserci amore vero se non c'è dono, "l'amore è la realizzazione più perfetta della capacità della persona. Questa è in grado di sentirsi persona nella misura in cui è capace di amare e donarsi".

Difendere l'uomo dalla perdita di ciò che in lui c’è di più propriamente ed irriducibilmente umano, ha affermato Caffarra, significa introdurlo “nel Mistero dell'amore che Dio ha mostrato di avere per l'uomo in Cristo Gesù. E poiché questo è il Vangelo, rispondo più semplicemente: evangelizzandolo".

In seguito ha proposto "la costruzione di una antropologia adeguata e congiuntamente la ripresa di quella grande domanda circa la libertà, da cui è nata la modernità e dentro la cui risposta si è dissolta".

E a questo proposito il prelato ha poi spiegato che: "Quando la libertà nega la verità sul bene morale, è il bene della persona e la sua autentica realizzazione che sono negati".

L’arcivescovo ha quindi concluso sostenendo che: "La Chiesa difende oggi l'uomo colla sua carità e colla sua cultura, che trovano la loro origine ultima nella divina affermazione della persona umana fatta dal Padre in Cristo crocefisso: affermazione sempre eucaristicamente presente nella Chiesa. ‘Ecclesia de Eucharistia’, e quindi ‘dignitas hominis de Eucaristia’".

Nelle cerimonia introduttiva alla lezione inaugurale dell'APRA è stata svelata la lapide che segna la nascita dell'Università Europea di Roma, con quattro corsi di Laurea in Filosofia, Scienze Storiche, Psicologia, Scienze Giuridiche, le cui lezioni inizieranno nell'ottobre del 2005.

A caratterizzare la nuova Università, come tutte quelle create dalla Congregazione dei Legionari di Cristo, è stata scelta la frase di San Paolo "Vince in bono malum" ("Vinci il male nel bene").

L’APRA conta attualmente più di 3.200 studenti e 170 professori.

Insieme alle Facoltà di Filosofia, Teologia e Bioetica, l'APRA dispone dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose, con i corsi per il Magistero e i corsi di formazione per le consacrate; l'Istituto Sacerdos con i corsi per i formatori nei seminari e i corsi di aggiornamento per i sacerdoti.

Ai suoi masters in Bioetica, Psicologia di Consultazione, Scienze Ambientali, Scienza e Fede sono iscritte più di 500 persone. Da quest'anno inizia le proprie attività anche l'Istituto di Studi Superiori sulla Donna con il master "Donna, Cultura e Società".

Il Centro di Teleconferenze trasmette in 12 città diverse i corsi dell'APRA.