Mosse azzardate in Gran Bretagna

Aumentano i problemi legati al gioco e si autorizzano nuovi casinò

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Di Padre John Flynn



ROMA, mercoledì, 28 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Gli inglesi dediti al gioco d’azzardo potranno presto disporre di ulteriori opportunità di gioco, grazie alla recente approvazione da parte del Governo di ciò che i giornalisti hanno definito un “super casinò”, e che verrà ospitato nella città di Manchester. Inoltre sono state concesse licenze per una serie di altre case da gioco più piccole su tutto il territorio del Regno Unito, secondo quanto riportato dal quotidiano Times il 31 gennaio.

La decisione è stata accolta con preoccupazione dal Vescovo anglicano di Manchester, Nigel McCulloch. Parlando anche a nome di altri leader religiosi della città, ha riferito al Times la forte preoccupazione per gli effetti sociali e morali derivanti da questo nuovo casinò.

A questa voce si è aggiunta quella dell’Arcivescovo anglicano di Canterbury, Rowan Williams, nell’ambito di una conferenza stampa che si è svolta il 30 gennaio. Secondo quanto pubblicato sul sito Internet dell’Arcivescovo, il presule avrebbe affermato: “È sufficientemente chiaro, dai dati che emergono dalla ricerca, che il gioco d’azzardo sta diventando una forma di dipendenza sempre più diffusa in questo Paese; e non dobbiamo sottostimarne la gravità”.

“Ogni forma di dipendenza costituisce un imprigionamento dell’anima e quindi ogni forma di dipendenza è un qualcosa che deve preoccupare l’intera popolazione e in particolare la popolazione dei credenti”.

La decisione inerente il casinò rientra nell’ambito di una serie di modifiche normative relative al gioco, introdotte con la legge sul gioco d’azzardo del 2005, che entrerà in vigore il prossimo settembre.

Poco prima dell’annuncio dell’apertura dei nuovi casinò, il Sunday Times ha pubblicato, il 28 gennaio, un approfondimento sul fenomeno del gioco d’azzardo in Gran Bretagna. Secondo i dati ufficiali, nel 1996 il giro d’affari è stato di 7 miliardi di sterline (10,4 miliardi di euro). Nel 2002, l’ammontare ha raggiunto i 16 miliardi di sterline (23,8 miliardi di euro) e nel 2005 i 48 miliardi (71,5 miliardi di euro). Questi dati non comprendono la lotteria nazionale che conta su ulteriori 5 miliardi di sterline (7,5 miliardi di euro) l’anno.

Secondo lo stesso articolo, sono circa 300.000 le persone che soffrono di problemi legati al gioco in Gran Bretagna. Una cifra che potrebbe aumentare in seguito ad una modifica più permissiva della normativa. Ad esempio, ai casinò potrebbe essere consentito per la prima volta di fare pubblicità in televisione.

Il Sunday Times ha rilevato l’incongruenza di un Governo che ha spesso introdotto regolamentazioni a tutela della salute e della sicurezza, e che allo stesso tempo continua ad ampliare le opportunità del gioco d’azzardo.

Anche il gioco d’azzardo su Internet sta diventando sempre più diffuso in Gran Bretagna, secondo il quotidiano Telegraph di Londra del 24 novembre. L’articolo riporta i dati di una ricerca presentata nel corso del programma “Panorama” della BBC, secondo la quale, tra l’aprile e il settembre dello scorso anno, una media di 5,8 milioni di britannici, molti dei quali adolescenti, hanno visitato siti Internet dedicati al gioco d’azzardo.

Come riferisce il Telegraph , il programma della BBC ha riportato l’opinione di Jim Orford, un esperto in patologia delle dipendenze dell’Università di Birmingham, secondo cui il Governo si starebbe comportando in modo superficiale riguardo alle liberalizzazioni nel campo del gioco d’azzardo. Lo scorso anno il ministro per la cultura britannico Tessa Jowell ha dichiarato di voler aumentare il numero delle società stabilite nel Regno Unito dedite al gioco d’azzardo su Internet. Secondo Orford, potrebbero essere circa un milione l’anno le persone che verrebbero risucchiate dalla febbre da gioco sul Web.

Miseria umana

Simon Heffer, commentando sulle pagine del Telegraph del 31 gennaio la decisione sui casinò, ha osservato che “il gioco d’azzardo, nel corso dei secoli, ha procurato molto divertimento inoffensivo”. Ma ha aggiunto che “esso ha anche prodotto un’enorme quantità di miseria umana”.

Heffer ha accusato il Governo di voler promuovere il gioco d’azzardo al fine di aumentare le entrate sulle spalle degli ingenui scommettitori, “a prescindere dalle implicazioni morali o dai costi umani”.

Il 15 gennaio, la British Medical Association (BMA) ha pubblicato uno studio sulla dipendenza da gioco e sul trattamento loro riservato dal Servizio sanitario nazionale. Il rapporto è intitolato: “Gambling Addiction and Its Treatment Within the NHS: A Guide for Healthcare Professionals”.

La BMA ha richiesto pubblicamente che il gioco d’azzardo sia riconosciuto come una forma di dipendenza passibile di essere trattata a spese del Servizio sanitario nazionale.

La BMA è particolarmente preoccupata per i giocatori problematici in età adolescenziale. Lo studio osserva che la dipendenza da gioco tra gli adolescenti può portare a problemi comportamentali come quello di marinare la scuola, rubare e avere atteggiamenti aggressivi. Esso osserva inoltre che, secondo la ricerca, il gioco d’azzardo tra i giovani spesso si lega anche ad altre forme di dipendenza come quella da stupefacenti e quella da alcol, e che esso si associa anche a fenomeni di criminalità minorile.

Inoltre, dall’eccessiva dedizione al gioco d’azzardo possono derivare anche problemi psicologici. Tra questi vi sono disturbi d’ansia, depressione, senso di colpa e pensieri suicidi. Anche i rapporti con la famiglia e con gli amici possono subire conseguenze dal gioco d’azzardo, fino ad arrivare talvolta alla separazione dei coniugi e al divorzio.

Lo studio della BMA osserva che la condizione di basso reddito è uno degli elementi che solitamente sono associati al problema del gioco d’azzardo in tutto il mondo. Un legame che è, sia di causa, sia di effetto. Avere un reddito basso può infatti essere di per sé un fattore che induce a giocare. Ma allo stesso tempo, il gioco può avere come conseguenza un abbassamento dei redditi a causa delle perdite.

In Gran Bretagna, le persone con i redditi più bassi hanno una probabilità tre volte superiore alla media a diventare giocatori problematici, secondo il rapporto.

Inoltre, un elemento preoccupante osservato dalla BMA è che la maggiore problematicità del gioco, in Gran Bretagna, risulta essere legata ai casinò. Secondo uno studio citato dalla BMA, l’8,7% delle persone che hanno giocato nei casinò risultano essere giocatori con problemi.

Giocatori incalliti

L’impatto negativo del gioco d’azzardo è stato anche oggetto di un rapporto redatto dalla Salvation Army in Australia. Lo studio pubblicato lo scorso ottobre è intitolato: “Report on the Sydney Problem Gambling Centre: Fairfield NSW”.

Il documento illustra il lavoro svolto da un centro di Fairfield, nei sobborghi occidentali di Sydney, dedito ad aiutare le persone con problemi legati al gioco e le loro famiglie.

Secondo la Salvation Army, in Australia vi sono quasi 300.000 giocatori problematici, e il numero è in crescita. Il rapporto cita i dati pubblicati dall’Australian Bureau of Statistics lo scorso settembre, da cui risulta che nel periodo 2004-2005, gli australiani hanno perso 18,8 miliardi di dollari australiani (11,3 miliardi di euro) nelle scommesse, una cifra che rappresenta circa il 2% dell’economia nazionale. In aggiunta, l’Insolvency and Trustee Service Australia afferma che il gioco d’azzardo e le speculazioni hanno provocato circa il 3% dei fallimenti nel periodo 2002-2003.

Nello Stato del New South Wales, di cui Sydney è la capitale, secondo il Bureau of Statistics, risiedono i giocatori più incalliti del Paese, che spendono in media 1.196 dollari australiani (719,5 euro) per adulto l’anno in ogni tipo di gioco d’azzardo.

Il gioco più diffuso è quello del video poker. Secondo la Salvation Army, gli operatori di questa industria seguono strategie ben definite per incoraggiare i clienti a giocare. Tra le tattiche utilizzate vi sono quella di consentire piccole ma frequenti vincite; organizzare navette da e per le sale da gioco per consentire ai clienti di bere tranquillamente, al fine di abbassare le difese e aumentare la propensione al gioco; installare apparecchi bancomat in luoghi strategici per consentire ai giocatori di disporre di più soldi liquidi.

Il boom del gioco d’azzardo, registrato negli ultimi anni, è tale da aver fatto crescere la spesa per scommesse ad un ritmo più elevato rispetto all’aumento, a livello nazionale, del reddito familiare disponibile (household disposable income - HDI). Nel 1978-1979 il rapporto tra la spesa per le giocate e il reddito familiare disponibile era di 1,49%, rispetto al 3,12% del 2003-2004.

Inoltre, secondo il rapporto, i segmenti più poveri della popolazione vengono appositamente presi di mira. Infatti, i video poker del New South Wales, di Victoria e del South Australia risultano essere concentrati soprattutto nelle aree più povere.

Anche i governi stanno diventando dipendenti dal gioco. Secondo uno studio citato dal rapporto, i governi statali in Australia ricavano non meno del 12% delle loro entrate dal gioco. Presi dall’idea del facile guadagno, i governi non esitano ad indurre i propri cittadini nella tentazione del gioco d’azzardo, trascurando gli alti costi sociali che ciò comporta.