Napoli apre le porte al Cammino Neocatecumenale

40.000 giovani per l'incontro con Kiko Argüello in piazza del Plebiscito. Più di 300 hanno risposto alla chiamata vocazionale per evangelizzare la Cina

Napoli, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 2692 hits

Io vengo a riunir tutte le nazioni” intonava Kiko Argüello nel canto d’ingresso scelto per aprire il grande incontro con i giovani del Cammino Neocatecumenale. presieduto dal cardinal Sepe, che si è svolto a Napoli, domenica 20 maggio, giorno dell’Ascensione del Signore.

Ed è proprio ciò che è avvenuto in piazza del Plebiscito: la storica piazza nel cuore di Napoli ha visto, infatti, circa 40.000 ragazzi e ragazze provenienti non solo dall’Italia, ma anche da Francia, Lussemburgo, Germania, Belgio, Svizzera, Malta, Albania e Iugoslavia, riunirsi per ascoltare una parola da Dio e ricevere discernimento sulla loro vocazione.

L’obiettivo è stato evidentemente raggiunto viste le “alzate” al termine dell’incontro: 200 ragazzi per il presbiterato e circa 120 ragazze - alcune giovanissime - per la nuova evangelizzazione in Cina. Un centinaio di giovani ha dato, poi, la propria disponibilità a pregare quotidianamente il rosario davanti al Santissimo per le missio ad gentes che il Cammino da anni promuove nelle zone più secolarizzate d’Europa.

In particolare, sono state consegnate circa 300 corone del rosario a gruppi di 80 giovani della Campania a cui sono state affidate le missio ad gentes di Nizza, Marsiglia e Losanna; mentre le missio di Lione, Albi, Tolone, sono state affidate ad altre regioni d’Italia.

L’invasione pacifica dei giovani neocatecumenali è iniziata dalla mattina, caratterizzata da quell’entusiasmo che è ormai un tratto distintivo di tutti gli appartenenti a questa realtà di fede e che neanche una leggera, ma insistente pioggerella è riuscita a fermare.

Canti e danze sono risuonati nelle vie partenopee per poi acquetarsi e trasformarsi in lunghi applausi intorno alle 15.30, con l’arrivo degli iniziatori del Cammino, Kiko e Carmen Hernandez, insieme al cardinale di Napoli, S.E. mons. Crescenzo Sepe, e di padre Mario Pezzi.

Un “incontro pieno di luce e di forza dello Spirito Santo per noi e Napoli” ha detto Kiko nella sua ammonizione ambientale, prima di accogliere la Madonna del Carmine, trasportata sul palco dai seminaristi e dai presbiteri, mentre il canto “Una gran señal” – leit motiv della Gmg di Madrid – risvegliava l’animo dei giovani nella piazza.

Dopo aver ringraziato la Madonna perché “ha ispirato questo Cammino e sta aiutando tutti”, Kiko ha poi “spezzato” una Parola dalla seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi (5,14), invitando i presenti ad accoglierla perché essa “ha il potere di esorcizzarci e di cambiare la vita di molti”.

È l’annuncio del Kerygma, la buona novella di Cristo Risorto, che Kiko non manca mai, nei suoi incontri, di rimarcare con forza. “Tutti gli uomini sono nati con la morte dentro – ha affermato – è il peccato originale entrato nel mondo per invidia del demonio. Per questo si ha paura della morte, si scappa da essa, diventando così schiavi del demonio”.

Come si supera questa paura, si è quindi interrogato. “Vincendo la morte! Cristo l’ha già fatto con la resurrezione che è Sua e nostra" ha risposto impugnando il crocefisso sul palco. "Egli è morto perché l’uomo non viva più per se stesso” e questa, ha aggiunto, “è la verità secondo cui tutti oggi siamo chiamati a vivere”.

L’invito è, quindi, “ad essere come la Madre di Cristo oggi”, a credere in questo piano di salvezza dicendo il nostro “sì” a Dio, senza avere paura perché “non siamo soli”. Perciò, ha concluso Kiko, “non temete di dare la vostra vita a Cristo, niente ci può impedire di amarlo, anche le sofferenze aiutano ad essere uniti a Lui”.

Un forte incoraggiamento, in tal senso, è venuto anche dal Cardinal Sepe che ha esortato a dire il proprio sì al Signore e andare in tutto il mondo per predicare il Vangelo: “Dio si mette in cammino per incontrare l’uomo – ha detto -. Voi del Cammino, quindi, proseguite il cammino di Cristo”.

“Non dovete temere, Egli ha scelto voi e vi manda ad annunciare la salvezza. Andate, quindi, e diventate missionari della vera vita in questo mondo che disprezza Dio, predica violenza, assassinii, e non ha paura di uccidere innocenti di 16 anni” ha quasi urlato il porporato, riferendosi alle ultime tragiche vicende di Brindisi.

Tutto si è concluso con le chiamate vocazionali per “diventare operai della nuova evangelizzazione” nell’Est del mondo, in particolare in Cina e in Vietnam. Un fiume di oltre 300 giovani ha dato la propria risposta al Signore e, di corsa verso il palco, ognuno ha ricevuto la benedizione dai vescovi e presbiteri presenti.

Al termine dell’incontro, ZENIT ha incontrato alcuni di questi ragazzi chiedendogli di raccontarci liberamente la loro esperienza. Il primo è Simone, 23 anni, di Roma, già alla sua terza “alzata”, che alla domanda su cosa lo abbia spinto a riconfermare questa chiamata, risponde: “La gratitudine verso Dio per tutto quello che ha sempre fatto. Sento che la mia vita non ha senso senza di Lui e che tutto il resto non mi soddisfa, quindi voglio davvero donargli tutto e ringrazio di essere in una realtà come quella del Cammino Neocatecumenale che mi ha illuminato in questa scelta”.

Gli fa eco Mattia, dell’Umbria, che dice: “Voglio buttarmi in questa “avventura” meravigliosa che Dio vuole portarmi a fare, come ha detto Kiko. Umanamente, ho un po’ paura di dover lasciare casa, famiglia ecc, ma mi aiutano molto le testimonianze di altri fratelli che hanno abbandonato le loro sicurezze e hanno ricevuto il centuplo. Sono certo che Dio non vuole fregarmi, ma vuole solo la mia felicità”.

Ci offre la sua testimonianza, infine, Stefano, diciannovenne del Lazio, al suo primo incontro vocazionale: “Sono entrato da pochissimo tempo nel Cammino Neocatecumenale -dice - ma già mi ha permesso di vivere esperienze straordinarie, come appunto la giornata di oggi” .

“Lo spirito di Kiko - prosegue - che a più di 70 anni ha la forza e l’entusiasmo di un ragazzino, la sua catechesi, la comunione che si è creata subito con le altre persone, le chiamate vocazionali, la serenità che traspare in modo chiaro dalle facce di tutti, mi hanno fatto capire che Dio è veramente in mezzo a noi e che solo nella Chiesa posso trovare la via per essere felice”.