Napolitano in Vaticano da Papa Francesco

Libertà religiosa e sviluppo delle istituzioni democratiche al centro delle parole di Papa Francesco al Presidente della Repubblica italiana. Il Capo di Stato ha rivolto anche un pensiero a Benedetto XVI

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 580 hits

Si è svolta questa mattina, alle 11, la prima visita ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano a Papa Francesco. Il Presidente è giunto dal Quirinale in Vaticano insieme alla consorte, la signora Clio, e ad una delegazione che comprendeva, tra gli altri, il ministro degli Esteri Emma Bonino e l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Francesco Maria Greco.

Si è trattata della prima visita ufficiale di un Capo di Stato al Pontefice. Bergoglio e Napolitano si erano già salutati il 19 marzo in San Pietro, al termine della messa per l’inizio del ministero petrino. In una telefonata all'inizio del suo secondo mandato, inoltre, il Santo Padre si era dichiarato “commosso” per la decisione di Napolitano di accettare la rielezione, definendolo “un esempio” che “ha reso vivo il principio fondamentale della convivenza: che l’unità è superiore al conflitto”. 

L’arrivo del Corteo Presidenziale nel Cortile di San Damaso è stato segnalato dagli squilli regolamentari della banda pontificia. Ad accogliere gli ospiti, mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia, mentre la Guardia Svizzera ha fatto "gli onori di casa" e la banda ha eseguito l’inno nazionale della Repubblica Italiana.

L'incontro con il Santo Padre è avvenuto nella Sala del Tronetto. Lì il Papa ha accolto il Presidente invitatondolo ad entrare nella Biblioteca per un colloquio privato, al termine del quale sono stati introdotti anche la signora Clio e, successivamente, le altre Personalità del Seguito Presidenziale.

Durante i cordiali colloqui, riferisce un comunicato ufficiale della Sala Stampa vaticana, "è stata espressa soddisfazione per le buone relazioni intercorrenti tra la Santa Sede e l’Italia". In particolare, prosegue la nota, sono stati affrontati temi inerenti alla "situazione sociale italiana" e al "contributo della Chiesa cattolica alla vita del Paese". Inoltre, il Papa e il Presidente hanno preso in esame "gli aspetti che caratterizzano l’attuale quadro internazionale, come il preoccupante deterioramento dei conflitti che interessano l’area mediterranea orientale e l’instabilità dell’area nord-africana, che gravano anche su antiche comunità cristiane".

Secondo quanto riferito ancora dal comunicato, "le due Parti hanno confermato la volontà di continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunità internazionale, soprattutto a riguardo della promozione e della protezione della libertà religiosa".

"Nel mondo di oggi - ha osservato infatti Papa Bergoglio nel suo discorso ufficiale - la libertà religiosa è più spesso affermata che realizzata. Essa, infatti, è costretta a subire minacce di vario tipo e non di rado viene violata. I gravi oltraggi inflitti a tale diritto primario sono fonte di seria preoccupazione e devono vedere la concorde reazione dei Paesi del mondo nel riaffermare, contro ogni attentato, l’intangibile dignità della persona umana".

Pertanto "è un dovere di tutti - ha affermato - difendere la libertà religiosa e promuoverla per tutti. Nella tutela condivisa di tale bene morale si trova, inoltre, anche una garanzia di crescita e di sviluppo dell’intera comunità". In particolare, il Successore di Pietro ha indicato come problemi della società attuale "l’indebolimento della famiglia e dei legami sociali, la decrescita demografica, la prevalenza di logiche che privilegiano il profitto rispetto al lavoro, l’insufficiente attenzione alle generazioni più giovani e alla loro formazione, in vista anche di un futuro sereno e sicuro”.

Ha quindi sottolineato l'importanza di "garantire e sviluppare l’impianto complessivo delle istituzioni democratiche, alle quali nei decenni trascorsi hanno contribuito in modo determinante, leale e creativo i cattolici italiani”. E ha rivolto, infine, un pensiero alle nuove generazioni affermando: "In un momento di crisi come l’attuale è urgente che possa crescere, soprattutto tra i giovani, una nuova considerazione dell’impegno politico, e che credenti e non credenti insieme collaborino nella promozione di una società dove le ingiustizie possano essere superate e ogni persona venga accolta e possa contribuire al bene comune secondo la propria dignità e mettendo a frutto le proprie capacità”. 

Da parte sua, Giorgio Napolitano ha parlato delle ''aree di povertà” sempre più estese anche in Italia. Ha poi proseguito l’appello del Pontefice dichiarando che “è tempo di riflessione e cambiamento'' per attivare quella ''solidarietà e giustizia che i disagi, specie quello giovanile, richiedono”.

Il Capo di Stato ha poi voluto ribadire l’affetto del popolo italiano per il Papa, la cui figura - ha detto – è divenuta già “familiare e cara agli italiani e innanzitutto ai fedeli e ai cittadini romani ai quali ha voluto significativamente presentarsi quale loro vescovo". “La sentiamo, Santità, profondamente vicino – ha sottolineato - permettendoci di cogliere nella stessa scelta che ha compiuto del nome di Francesco l’eco delle sue radici familiari e l’amore per questo nostro Paese che ha per patrono il Santo di Assisi”.

Dopo i due discorsi ufficiali, è avvenuto lo scambio dei doni: Napolitano ha donato a Francesco alcuni volumi dell'Enciclopedia Treccani e un’incisione su rame del 1850 circa, a colori d’epoca, intitolata: “Arrivo di Nostro Signore Pio IX al Palazzo Pontificio del Quirinale”. Da parte sua, il Pontefice ha offerto in dono un trittico di monete della Sede Vacante, e alcune medaglie ai membri del seguito.

Congedatosi dal Pontefice, Napolitano insieme al suo Corteo si è recato nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, dove è stato accolto dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone che lo ha invitato nella sala Foconi per un colloquio privato. Il porporato ha presentato poi al Presidente della Repubblica i Membri della Delegazione vaticana: mons. Giovanni Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali; mons. Peter Bryan Wells, Assessore per gl i Affari Generali; mons. Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati; mons. José Avelino Bettencourt, Capo del Protocollo.

E' seguito l’incontro con il Corpo Diplomatico nella Sala Regia. Il cardinale Bertone ha pronunciato un breve discorso di saluto, per poi presentare al Presidente i Capi delle Missioni Diplomatiche accreditate presso la Santa Sede. L’ultima tappa prima del ritorno al Quirinale è stata la Basilica Vaticana, dove Napolitano ha sostato brevemente davanti alla Cappella della Pietà.

Il Presidente Napolitano non è nuovo agli ambienti Vaticani. Già nel 2006, il 20 novembre, si era recato Oltretevere in visita ufficiale da Papa Benedetto XVI, insieme ad una delegazione composta, tra gli altri, dall’allora ministro degli esteri Massimo D'Alema. Nel corso degli anni sono seguiti poi diversi incontri tra il Presidente e l’attuale Papa emerito, che hanno permesso di maturare un rapporto di grande stima e amicizia. Anche oggi, infatti, nel suo discorso in Vaticano, Napolitano ha rivolto “un grato, sentito pensiero ed augurio per Benedetto XVI''. Gli ultimi incontri risalgono al febbraio scorso: il primo, giorno 4, in aula Paolo VI, in occasione del concerto offerto a Papa Ratzinger per l'anniversario dei Patti Lateranensi, una settimana prima dell'annuncio della sua rinuncia al ministero petrino. E l'altro il 23 febbraio, sempre in Vaticano, quando il Presidente volle dare l’ultimo saluto a Benedetto XVI prima della fine del suo pontificato e del ritiro temporaneo a Castel Gandolfo.