"Nato da un incontro: quello di Chiara Lubich con Dio Amore" (Prima parte)

Intervista a Giancarlo Faletti, copresidente dei Focolari, nel 70° anniversario del Movimento

Roma, (Zenit.org) Iván de Vargas | 648 hits

Il 7 dicembre 1943 ricorre la data della consacrazione a Dio di Chiara Lubich. Nel bel mezzo della guerra, la giovane Lubich e un gruppo di compagne riscoprono il Vangelo, si mettono a viverlo concretamente, rendendosi conto che tutto nella vita passa.

Scoprono così in Dio Amore l'ideale per cui vale la pena spendere la vita. L'amore è quindi la scintilla che dà origine al Movimento dei Focolari. Il nome dei Focolari nasce proprio da questa esperienza. Le persone trovano questo fuoco ardente d’amore, contagioso, attraente, sperimentando come dalla vita del Vangelo nasce la famiglia, il focolare.

In occasione dell’anniversario, ZENIT ha intervistato Giancarlo Faletti, il suo copresidente.

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Lo scorso 7 dicembre i Focolari hanno celebrato il settanta anniversario della loro fondazione. Quali aspetti metterebbe in rilievo in queste decade di vita?

Giancarlo Faletti: Il Movimento dei Focolari è nato come una “rivoluzione” di vita basata sul Vangelo: riscoperto come parola illuminante la vita e traducibile in vita. La novità di quei tempi è stata che questa possibilità non è riservata a qualcuno, ma è aperta a tutti, in ogni condizione di vita, di professione, di cultura. Ne è scaturito un “popolo”, che si sente chiamato ad offrire la “luce” del Vangelo all’intera umanità, facendone la base più vera di ogni ricostruzione di rapporti, non solo personali ma sociali, politici, economici.

Oggi, l’Opera di Maria (nome ufficiale del Movimento) desidera nient’altro che tener viva quella “rivoluzione”, accentuando o rinnovando semmai un aspetto: sentire che più che mai l’umanità ha bisogno di quella luce, cioè di Dio, come ce l’ha presentato Gesù.   

Potrebbe fare un breve ritratto dei focolari oggi?     

Giancarlo Faletti: Tra le tante immagini sceglierei quella di un albero nato da un piccolissimo seme dentro il terreno preparato della Chiesa, che si è sviluppato in tanti rami (contiene in sé 23 tra diramazioni e movimenti  laicali ed ecclesiali) e che sta portando la chioma ad una nuova fioritura.     

In quest’occasione è stata annunciata l’imminente presentazione al vescovo di Frascati della richiesta formale per dare inizio alla causa di canonizzazione per Chiara Lubich. Quale il modello di santità che viene proposto alla Chiesa e al mondo?

Giancarlo Faletti: La chiamata a vivere l’unità e la spiritualità di comunione contiene in sé la chiamata alla santità, ma non solo alla santità individuale ma ad una santità vissuta insieme da una comunità nella reciprocità dell’amore. Amando la santità dell’altro come la propria, se si è disposti ad amarci “come “ Gesù ci ha amati fino a dare la vita reciprocamente, allora lì Gesù assicura la sua presenza (Mt 18-20). Ma se c’è Gesù, il Santo, tutta la comunità anche se piccola è santa.

Quindi, l'eventuale beatificazione di Chiara Lubich metterebbe in evidenza una dimensione della vocazione alla santità finora, forse, non molto sviluppata nella storia della Chiesa: “farsi santi insieme”, “la santità del popolo di Dio” alla quale fa riferimento la Lumen gentium in questi termini (LG n. 40).

Avete aperte alcuni cause di canonizzazione di persone appartenenti ai Focolari. Come vanno avanti?

Giancarlo Faletti: A dire il vero, l'unica richiesta fatta direttamente dall'Opera di Maria per l'apertura di una causa è proprio quella di Chiara Lubich, firmata il 7 dicembre scorso e consegnata al Vescovo di Frascati nei giorni successivi. Tuttavia, per iniziativa di vescovi, diocesi o associazioni costituite da persone del Movimento insieme ad altre, sono state avviate ben 18 cause di membri dell'Opera; tra essi: cardinali, vescovi, focolarini, focolarine, sacerdoti, laici, adulti o giovani, sposati o no, un po' di tutto il mondo.

Più della metà sono giunte già alla fase romana, alla Congregazione delle Cause dei santi. Chiara Luce Badano è già stata riconosciuta beata dalla Chiesa e ci si avvicina ad una decisione per la sua canonizzazione. Altre sono ancora nella fase diocesana; qualcuna vicina alla conclusione per passare poi alla fase romana.

Lei ha avuto modo di incontrare papa Francesco. Cosa pensa il Santo Padre del Movimento?

Giancarlo Faletti: Ricevendo in una recente udienza la presidente Maria Voce e me il Papa ha ascoltato con molto interesse un aggiornamento sulla vita del Movimento nelle diverse aree del mondo commentando non pochi passaggi e sottolineando di volta in volta i vari fronti (famiglia, giovani, sacerdoti, cultura, ecc.) secondo il loro apporto specifico.

E’ stato un colloquio dai toni familiari, il Papa ha ringraziato del lavoro che il Movimento fa in tutto il mondo raccomandandoci di “Andare avanti con coraggio e con gioia”. 

(La seconda parte segue domani, domenica 2 febbraio)