Natura, contesto ed agenti della Nuova evangelizzazione (Decima ed ultima parte)

Traduzione italiana delle Propositiones 53 - 58 del Sinodo

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 16 novembre 2012 (ZENIT.org) – Concludiamo la nostra tradizione non ufficiale delle 58 Propositiones del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione con il testo delle ultime sei Proposizioni (53 - 58).

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Proposizione 53: DIALOGO INTERRELIGIOSO

Il dialogo con tutti i credenti fa parte della Nuova Evangelizzazione. In particolare, la Chiesa invita i cristiani a perseverare e ad intensificare le relazioni con i musulmani secondo l’insegnamento della Dichiarazione Nostra Aetate. Nonostante le difficoltà, questo dialogo deve continuare. Esso dipende sempre dalla formazione adeguata degli interlocutori, dal loro fondamento ecclesiale autentico come cristiani e dall’atteggiamento di rispetto per la coscienza delle persone e per la libertà religiosa di tutti.
Fedele all’insegnamento del Concilio Vaticano II, la Chiesa rispetta le altre religioni e i loro seguaci ed è felice di collaborare con loro nella difesa e promozione della dignità inviolabile di ogni persona.

Proposizione 54: DIALOGO TRA FEDE E SCIENZA

Il dialogo tra scienza e fede è un campo vitale per la nuova evangelizzazione. Da un lato, il dialogo richiede l’apertura della ragione al mistero che la trascende e la consapevolezza dei limiti fondamentali della conoscenza scientifica. D’altra parte, si richiede anche una fede che è aperta alla ragione e ai risultati della ricerca scientifica.

Proposizione 55: IL CORTILE DEI GENTILI

Le comunità ecclesiali aprono una sorta di Cortile dei Gentili, dove credenti e non credenti possono dialogare su temi fondamentali: i grandi valori di etica, arte e scienza, e la ricerca del trascendente. Questo dialogo è diretto in particolare a “coloro per i quali la religione è una cosa estranea, ai quali Dio è sconosciuto e che, tuttavia, non vorrebbero rimanere semplicemente senza Dio, ma avvicinarlo almeno come Sconosciuto” (Benedetto XVI, Discorso ai membri della Curia romana, 21 dicembre 2009). In un modo particolare, le istituzioni educative cattoliche potrebbero promuovere tale dialogo che non è mai separato dalla “proclamazione iniziale”.

Proposizione 56: GESTIONE RESPONSABILE DELLA CREAZIONE

La gestione responsabile del creato serve anche l’evangelizzazione in molti modi. È una testimonianza della nostra fede nella bontà della creazione di Dio. Essa dimostra un senso di solidarietà con tutti coloro che dipendono per la loro vita e il sostentamento dai beni della creazione. Essa mostra solidarietà intergenerazionale con coloro che vengono dopo di noi, ed è una chiara testimonianza dell’uso responsabile ed equo dei beni della terra, la nostra casa comune.

Conclusione

Proposizione 57 : LA TRASMISSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

“Mi sarete testimoni” (Atti 1,8). Sin dal primo inizio, la Chiesa ha compreso la sua responsabilità di trasmettere la Buona Novella. Il compito della nuova evangelizzazione, seguendo in questo la tradizione apostolica, è la trasmissione della fede. Il Concilio Vaticano II ci ricorda che questo compito è un processo complesso che coinvolge la fede e la vita di ogni cristiano. Questa fede non può essere trasmessa in una vita che non è modellata secondo il Vangelo o in una vita che non trovi il suo significato, verità e futuro nel Vangelo.
Per questo motivo, la nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana chiama tutti i credenti a rinnovare la loro fede e il loro incontro personale con Gesù nella Chiesa, per approfondire la loro comprensione della verità della fede e condividerla con gioia.

Proposizione 58: MARIA, STELLA DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Il Concilio Vaticano II ha presentato Maria nel contesto del mistero di Cristo e della Chiesa (cfr. Lumen gentium, 52-68). Papa Paolo VI l’ha dichiarata “Stella dell’evangelizzazione”.
Lei è perciò il modello della fede, della speranza e dell’amore. Lei è il primo aiuto che conduce i discepoli al Maestro (cfr. Gv 2). Nel Cenacolo, è la madre dei credenti (cfr. Atti 1,14).
In quanto Madre del Redentore, Maria diventa testimone dell’amore di Dio. Lei compie liberamente la volontà di Dio. Lei è la donna forte, che insieme a Giovanni, rimane ai piedi della Croce. Lei intercede sempre per noi ed accompagna i fedeli nel loro cammino fino alla croce del Signore. In quanto Madre e Regina è un segno di speranza per i popoli sofferenti e bisognosi. Oggi lei è il “missionario” che ci aiuterà nelle difficoltà del nostro tempo e con la sua vicinanza aprirà i cuori degli uomini e delle donne alla fede.
Noi fissiamo il nostro sguardo su Maria. Lei ci aiuterà ad annunciare il messaggio di salvezza a tutti gli uomini e donne, in modo che anche loro possano diventare agenti di evangelizzazione. Maria è la Madre della Chiesa. Attraverso la sua presenza, possa la Chiesa diventare una casa per molti e Madre di tutti i popoli.

[Traduzione a cura di Paul De Maeyer]

[Giovedì 15 novembre abbiamo pubblicato la traduzione delle Proposizioni 47 - 52]