Natura, contesto ed agenti della Nuova evangelizzazione (Sesta parte)

Traduzione italiana delle Propositiones 31-35 del Sinodo

| 1397 hits

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 12 novembre 2012 (ZENIT.org) – La nostra tradizione non ufficiale delle 58 Propositiones del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione continua con il testo delle Proposizioni 31-35.

***

Proposizione 31: NUOVA EVANGELIZZAZIONE E OPZIONE PER I POVERI

Papa Benedetto XVI insegna che “Gesù si identifica con i bisognosi: affamati, assetati, forestieri, nudi, malati, carcerati. «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40). Amore di Dio e amore del prossimo si fondono insieme: nel più piccolo incontriamo Gesù stesso e in Gesù incontriamo Dio” (Deus caritas est, 15).
Oggi ci sono nuovi poveri e nuove forme di povertà: gli affamati e i senzatetto, i tossicodipendenti, i migranti, gli emarginati, i rifugiati politici o «ecologici», i popoli indigeni. L’attuale crisi economica colpisce seriamente i poveri. Fra i più poveri nella società contemporanea sono le vittime della triste perdita di rispetto per la dignità inviolabile della vita umana innocente.
L’opzione preferenziale per i poveri ci spinge ad andare a cercare i poveri e a lavorare per loro affinché possano sentirsi a casa nella Chiesa. Loro sono sia destinatari che attori della nuova evangelizzazione.

Proposizione 32: I MALATI

La nuova evangelizzazione deve sempre essere consapevole del mistero pasquale della morte e della resurrezione di Gesù Cristo. Questo mistero getta luce sulla sofferenza della gente che può trovare nella Croce di Cristo comprensione ed accettazione del mistero di sofferenza che dà speranza nella vita a venire.
Nei malati, nei sofferenti o nelle persone con disabilità o con esigenze speciali, la sofferenza di Cristo è presente e ha una forza missionaria. Per i cristiani, ci deve sempre essere posto per i sofferenti e i malati. Hanno bisogno della nostra cura ma noi riceviamo ancora di più dalla loro fede.
Attraverso i malati, Cristo illumina la sua Chiesa, in modo che chiunque entri in contatto con loro troverà riflessa la luce di Cristo. È per questo che i malati sono protagonisti assai importanti della nuova evangelizzazione.
Tutti coloro che sono in contatto con i malati devono essere consapevoli della loro missione. Non possiamo dimenticare, quando costruiamo nuovi ospedali di fare in modo che non manchi mai un ambiente di conforto e di sostegno, e un luogo di preghiera.

Proposizione 33: IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Il sacramento della penitenza e della riconciliazione è un luogo privilegiato per ricevere la misericordia di Dio e il perdono. È un luogo di guarigione sia personale che comunitaria. In questo sacramento, tutti i battezzati vivono un nuovo incontro personale con Gesù Cristo e con la Chiesa, che favoriscono una riconciliazione totale attraverso il perdono dei peccati. Qui, il penitente incontra Gesù, e allo stesso tempo, lui o lei sperimenta un apprezzamento più profondo di se stesso o di se stessa. I padri sinodali chiedono che questo sacramento venga messo nuovamente al centro dell’attività pastorale della Chiesa.
In ogni diocesi, ci deve essere almeno un luogo dedicato in modo speciale e permanente alla celebrazione di questo sacramento, dove sacerdoti siano sempre presenti, per permettere ai fedeli di fare l’esperienza della misericordia di Dio. Il sacramento deve essere specialmente disponibile, anche su base quotidiana, nei luoghi di pellegrinaggio e chiese specialmente dedicate a questo. La fedeltà alle regole specifiche che regolano l’amministrazione di questo sacramento è necessaria. Ogni sacerdote deve considerare il sacramento della penitenza come una parte essenziale del suo ministero e della nuova evangelizzazione, e in ogni comunità parrocchiale un tempo appropriato deve essere riservato ad ascoltare le confessioni.

Proposizione 34 : DOMENICHE E GIORNI FESTIVI

L’Eucaristia deve essere la sorgente e il culmine della nuova evangelizzazione. I padri sinodali esortano tutti i fedeli a rinnovare la loro comprensione e il loro amore per la celebrazione eucaristica, dove le loro vite sono trasformate ed unite a Cristo che offre la sua propria vita alla gloria di Dio Padre, per la salvezza di tutto il mondo.
Anche se c’è un contrasto tra la domenica cristiana e la domenica secolare, la domenica deve essere recuperata per la nuova evangelizzazione, secondo l’insegnamento del Beato Giovanni Paolo II nella Dies Domini. La domenica, con il suo carattere sacro e speciale legato alla messa domenicale, deve essere il centro della vita cattolica. La partecipazione piena, consapevole ed attiva alla liturgia da parte della comunità intera ne è lo scopo. L’anno liturgico con le sue feste deve essere accompagnato da un vero programma di evangelizzazione, soprattutto a Natale e a Pasqua.

Proposizione 35: LITURGIA

La degna celebrazione della santa liturgia, il dono più prezioso di Dio per noi, è la fonte della più alta espressione della nostra vita in Cristo (cfr. Sacrosanctum Concilium, 10). È, perciò, la prima e più potente espressione della nuova evangelizzazione. Attraverso la sacra liturgia Dio desidera manifestare la bellezza incomparabile del suo amore incommensurabile ed incessante per noi, e noi, da parte nostra, desideriamo offrire ciò che è più bello nella nostra adorazione di Dio in risposta al suo dono. Nello scambio meraviglioso della sacra liturgia, in cui il cielo scende sulla terra, la salvezza è a portata di mano, suscitando il pentimento e la conversione del cuore (cfr. Mt 4,17; Mc 1,15).
L’evangelizzazione nella Chiesa richiede una liturgia che elevi il cuore degli uomini e delle donne verso Dio. La liturgia non è solo un’azione umana ma un incontro con Dio che conduce alla contemplazione e all’amicizia profonda con Dio. In questo senso, la liturgia della Chiesa è la migliore scuola della fede.

[Traduzione a cura di Paul De Maeyer]

[Martedì 13 novembre proporremo la traduzione delle Proposizioni 36 - 40. Domenica 11 novembre sono state pubblicate le Proposizioni 26 - 30]