Né femminista né sinodista, ma vera Focolarina

Maria Voce mostra che "la scommessa di Emmaus" è vinta

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di Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 24 settembre 2012 (ZENIT.org).– Nessuno neanche lei, aveva immaginato di essere eletta. Fuori del Movimento dei Focolari era sconosciuta. All’interno del Movimento non era nel gruppo delle fondatrici. Eppure, il 7 luglio del 2008, a quattro mesi dalla dipartita in cielo di Chiara Lubich, carismatica fondatrice del Movimento dei Focolari, 496 delegati provenienti da tutto il mondo hanno eletto Presidente Mondiale Maria Voce.

Una donna tanto schiva quanto forte e determinata. Settantuno anni quando è stata eletta, nata a Aiello Calabro, prima donna avvocato nella Calabria, focolarina dal 1959, responsabile del movimento in Turchia per sei anni, aiutante della Lubich per la revisione degli Statuti, conosciuta tra i focolarini con il nome di “Emmaus”.

Nel libro “La scommessa di Emmaus”, scritto da Paolo Loriga e Michele Zanzucchi, edito da “Città Nuova” e presentato ieri 22 settembre nella cittadella di Loppiano, la Voce ha raccontato che non gli passava minimamente per la mente che sarebbe stata candidata a proseguire il carisma della Lubich.

“Quando le preferenze hanno cominciato a coagularsi intorno al mio nome – ha raccontato – ho sentito il pericolo di venire eletta”.

Con il movimento in una situazione di sgomento per la perdita del leader carismatico, la Voce, che è di spirito ottimista e non è solita avere paura, si è ritirata nella cappella ed ha detto a Dio “eccomi io sono pronta”.

Appena si comincia a parlare con Maria Voce ci si rende subito conto di trovarsi di fronte una donna forte nella fede. Racconta nel libro che suo padre pur di averla a casa non pensava di farla andare fuori dal paese a studiare. Ad Ajello Calabro non c’erano insegnanti, ma La Voce studio a casa il Ginnasio e superò gli esami da privatista.

La Voce mostra anche una grande libertà nel comprendere il carisma che Dio offre distinguendolo dalle persone che lo diffondono. Ha conosciuto il Movimento dei Focolari in un modo semplice su invito dei suoi amici universitari. Voleva sposarsi e avere dei figli. Ha resistito all’idea di entrare nel Movimento dei Focolari. Non era particolarmente attirata dalla Chiara Lubich.

Ha scritto nel libro “La scommessa di Emmaus”: “io non sono andata dietro a Chiara, anche se so di esserne l’erede come Presidente nel movimento. Io sono andata dietro a Dio, dietro a Gesù in mezzo nel Movimento, quello che Chiara ha ispirato e provocato”.

Ed ancora: “Non sono Presidente perché Chiara mi ha designato, ma perché è volontà di Dio. Lui ha dato a Chiara il dono dell’unità per me e per tutti gli altri, e seguo lui”.

Maria Voce è certa che la sua elezione segna una fase nuova del Movimento, una discontinuità che necessita dell’incarnazione e dell’istituzionalizzazione del carisma.

Secondo la Presidente dei Focolari bisogna “iniziare e dare maggiore concretezza a quello che Chiara ci ha indicato nella sua visione profetica (…) per portare avanti l’Opera verso quegli orizzonti che ancora sono inesplorati e che scopriremo insieme”.

In un incontro che si è svolto ieri a Loppiano, la Voce è stata intervistata da Lucetta Scaraffia, editorialista de l’Osservatore Romano, e Marco Politi vaticanista de “il Fatto”.

Lucetta Scaraffia ha invitato la Voce ad appoggiare certe sua posizioni in merito alla necessità di una maggiore e più autorevole presenza delle donne nella Società e nella Chiesa.

Nella Chiesa in particolare, la Scaraffia, vedrebbe bene una presenza di una donna cardinale che partecipa ad un prossimo conclave.

La presidente dei Focolari, ha spiegato che il “genio femminile” è autorevole ma non necessariamente ha bisogno di ricoprire posti di potere formale.

A questo proposito ha parlaton della Vergine Maria e la sua presenza nella Chiesa: “una presenza che è il massimo dell’amore, ma Maria è anche Regina, quindi con una potestà e con un’autorità che nella Chiesa primitiva faceva raccogliere gli altri intorno a sé. Non era lei che comandava, ma era lei che conteneva; e conteneva tutti, compresi gli Apostoli, compreso Pietro”.

Marco Politi, ha chiesto alla Voce di sostenere la proposta del Cardinale Martini di organizzare una sorta di terzo Concilio Vaticano III, che a suo giudizio potrebbe risolvere molti problemi della Chiesa.

Maria Voce ha precisato che prima di pensare ad un Concilio Vaticano III, “abbiamo ancora tanto da vivere e realizzare dello straordinario patrimonio del Concilio Vaticano II “.

Per la presidente dei Focolari “la questione non è tanto riunire nuovamente tutti i Vescovi a Roma (…) piuttosto quello che serve è un lavoro più a livello di conferenze episcopali. di sinodi locali, per dare compimento effettivo all’opera di recezione del Concilio Vaticano II”.

La Scaraffia e Politi hanno cercato di muovere la Presidente del movimento dei Focolari su posizioni diverse, ma lei, pur con garbo e gentilezza, ha mostrato il tutta la sua libertà e originalità, la grandezza di una donna che non ha timori.

Ha detto ad un certo punto, “non bisogna avere paura perché è Dio che fa la storia”.

Sentiremo parlare della Presidente del Movimento dei Focolari perché è “donna di Dio”.