Neanche Gesù resiste alle richieste di Maria

Nel secondo mistero luminoso si contempla Maria Mediatrice di tutte le grazie

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di padre Stefano M. Manelli F.I.

ROMA, mercoledì, 30 maggio 2012 (ZENIT.org) - Nel secondo “mistero della luce” la presenza della Madonna fa unità con la presenza di Gesù e dei suoi primi discepoli invitati a partecipare al festino delle Nozze celebrate a Cana di Galilea.

In questo evento delle nozze terrene tra un figlio e una figlia di ebrei si può vedere simboleggiato l’evento delle Nozze messianiche fra Dio e l’umanità nella discendenza adamitica, per costituire il nuovo Israele, che è la Chiesa, la Chiesa di Cristo, il Corpo Mistico di Cristo.

Nelle Nozze di Cana vediamo anche il miracolo della trasformazione dell’acqua nel vino, a richiamo diretto e profetico del «banchetto nuziale» della celebrazione eucaristica, dove il vino diventa Sangue divino di Gesù per la nostra salvezza.

Così dice infatti il versetto dell’Apocalisse: «Beati coloro che sono chiamati alla cena nuziale dell’Agnello» (Ap 19,9). La «cena nuziale dell’Agnello» è la Cena del Giovedì Santo di Gesù con i suoi Apostoli ai quali Egli lasciò, appunto, il sacrificio della «nuova ed eterna alleanza», nel quale il suo Corpo viene immolato e il suo Sangue viene versato «per tutti in remissione dei peccati» (Mt 26,28).

La nuova «Alleanza»! Nel segno e nella realtà delle Nozze si attua il disegno salvifico di Dio, che costituisce la nuova famiglia umana, la famiglia dei redenti, il nuovo Israele, la Chiesa in cammino verso il Regno dei cieli.

Le Nozze sono le radici vitali delle famiglie, così come le famiglie sono le radici vitali della società. Importante, quindi, è il discorso sul matrimonio cristiano che è alla base di ogni famiglia cristiana. Se non si salva il matrimonio cristiano, - ossia, il matrimonio-sacramento -, la catena delle rovine non si fermerà né per le famiglie, né per la società.

Le Nozze di Cana (Gv 2,1-11) ci presentano, per questo, i punti di riferimento fondamentali per ogni matrimonio cristiano. Il primo punto di riferimento è la presenza di Gesù: senza di Lui che operò il miracolo, ci sarebbe stata la rovina, in quel giorno, alle Nozze di Cana.

Il secondo punto di riferimento è la presenza materna di Maria: una presenza attenta e intraprendente, capace di mettere in azione, anticipandola, l’Ora stessa di Dio per l’inizio della vita pubblica del Messia.

Il terzo punto di riferimento è l’Eucaristia: la trasformazione dell’acqua nel vino «che allieta il cuore dell’uomo» (Sir 40,20) vuole preannunciare la trasformazione del vino nel Sangue di Gesù che ci «purifica da ogni peccato» (1 Gv 1,7), dando vita alla «nuova alleanza» di ogni famiglia cristiana.

Il quarto punto di riferimento è la docilità pronta e operosa dei servi che obbediscono a Maria e a Gesù nel preparare le giare con l’acqua da trasformare miracolosamente in vino.

La presenza di Gesù e di Maria è la vera sorgente divina della grazia di Dio per ogni matrimonio e per ogni famiglia. L’intervento di Maria e l’azione di Gesù che opera il miracolo sono vitali per la stabilità e la fecondità sia del matrimonio che della famiglia. La

docilità dei servi (genitori e figli) nel compiere la volontà di Dio e nell’eseguire gli ordini di Gesù, è la condizione senza la quale il matrimonio e la famiglia non si reggono e vanno allo sbando.

Matrimoni falliti, famiglie disgregate: quali torrenti di lagrime non versa l’umanità, soprattutto oggi, e forse ancor più domani, per le devastazioni nella società divorzista in cui si vive! Non è forse vero che per tanti, ormai, il matrimonio è la “tomba” dell’amore?

Troppo spesso, oggi, come qualcuno ha scritto, succede che nel matrimonio «l’amore, quando comincia sono parolone; mentre dura sono paroline; quando finisce sono parolacce», per non dire di peggio.

Se ai suoi tempi il papa Pio XII chiamava «cancro della società moderna» e «rovina per la salvezza delle anime», il disordine regnante in molte famiglie a causa del «fangoso torrente di libri, di opuscoli, di riviste e di giornali», che cosa direbbe oggi di fronte alle inondazioni spaventose della pornografia, del pornospettacolo, della pornomoda, delle pornodiscoteche, con la legge del divorzio e della contraccezione che polverizzano i matrimoni e frantumano le famiglie?

Tutto questo avviene perché, appunto, nel matrimonio e nella famiglia non c’è più la presenza di Cristo e di Maria. Non sarebbe forse stata la rovina delle Nozze di Cana l’assenza di Gesù e di Maria? La stessa rovina avviene in tutti i matrimoni e nelle famiglie che non hanno la presenza di Gesù e di Maria. Di qui si può comprendere l’importanza del Rosario nella famiglia.

Il Rosario, infatti, è uno dei mezzi più semplici ed efficaci per riportare la presenza di Gesù e di Maria in ogni famiglia. Un quarto d’ora di Rosario al giorno tiene la famiglia unita nella preghiera; una corona del Rosario recitata ogni giorno unisce l’intera famiglia al Cuore della Madre di Gesù e Madre nostra.

In particolare, l’episodio delle Nozze di Cana ci fa comprendere che la presenza della Madonna può essere così provvidenziale da salvare ogni cosa, e che il ricorso a Lei può ottenere ogni bene, può ottenere anche il miracolo.

Se Ella, infatti, con la sua mediazione, riuscì persino a fare anticipare l’Ora stabilita da Dio per l’inizio della vita pubblica di Gesù, che cosa non potrà mai ottenere? C’è da credere che realmente Gesù non può negare mai nulla alla sua dolcissima Madre.

Nella vita di santa Gemma Galgani leggiamo che un giorno, stando in estasi, la Santa chiese a Gesù la conversione di un peccatore pubblico, un massone di alto rango. Ma Gesù le rifiutò tale grazia dicendo: «Ha abusato troppo delle grazie, si è indurito nel male; l’ho abbandonato a se stesso».

A questo rifiuto la Santa non si scoraggiò e tornò a insistere ripetutamente. Ma, niente. Gesù era irremovibile. La Santa allora tentò l’ultimo assalto, dicendo a Gesù: «E va bene. Ho capito che non vuoi, Gesù. Ma io lo chiederò a tua Madre. E Tu, va’ a dire di no a tua Madre!».

Santa Gemma parla con la Madonna, e questa rivolge uno sguardo a Gesù, che le sorride: la grazia è ottenuta. Durante quello stesso giorno, quel massone va a confessarsi».

Rivolgiamoci, quindi, e accostiamoci con fiducia a Colei che è la Tesoriera e Mediatrice di tutte le grazie.

La sua Mediazione materna è garanzia di ogni aiuto e benedizione, perché Ella è l’«Onnipotenza supplice», ed Ella ci spinge, ci porta a Gesù, ci porta alla mensa divina di Gesù, all’Eucaristia, alla Comunione con Gesù.

Virtù da praticare: Preghiera a Maria.

* Per ogni approfondimento: Padre Stefano Maria Manelli, “O Rosario benedetto di Maria!” (Casa Mariana Editrice)