Necessari per la pace disarmo ed educazione delle coscienze, secondo la Santa Sede

Intervento dell’Osservatore vaticano alla sede delle Nazioni Unite di New York

| 452 hits

NEW YORK, giovedì, 28 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Per costruire un mondo pacifico sono necessari una educazione alla cultura della pace, un impegno nella distruzione delle armi e nel rispetto del Trattato di non Proliferazione, e una salda volontà politica di cui si deve fare espressione l’Organo delle Nazioni Unite, ha affermato l’arcivescovo Celestino Migliore.



Questo l’appello lanciato dall’Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, nell’intervenire martedì 26 ottobre davanti al plenum della 59ª Assemblea Generale sul punto 35, la “Cultura della pace”.

Monsignor Migliore ha affermato in primo luogo come le Nazioni Unite siano “una delle istituzioni-chiave a disposizione dell’umanità” per la diffusione di una cultura di questo tipo, reiterando la fiducia della sua delegazione nell’organismo internazionale.

Il rappresentante vaticano ha da subito ricordato le operazioni compiute dall’ONU nello scorso anno per il mantenimento della pace, così come la creazione di un Direttorio Esecutivo Contro il Terrorismo.

“Con la necessaria cooperazione di tutti i suoi membri, l’ONU può essere davvero uno strumento efficace per la volontà politica delle Nazioni del mondo”, ha aggiunto l’arcivescovo.

Il Nunzio ha poi affermato l’importanza del contributo dato dai Papi alla causa della pace a partire dal 1967, da quando è divenuto tradizionale l’invio per il primo giorno dell’anno di un Messaggio nel quale viene proposto ogni volta una tema “riguardante la pace e come raggiungerla”.

Grande risalto è stato dato dall’arcivescovo anche alle iniziative nel campo della cooperazione interreligiosa, come i vari incontri organizzati dall’UNESCO, che affrontano questioni che vanno dal terrorismo al ruolo dei leader religiosi nei conflitti mondiali.

Nonostante questi successi, però, il prelato ha affermato che “la cultura dominante sembra a volte scatenare reazioni culturali contro la vera pace e creare sospetti su di essa”, così come la globalizzazione sembra incapace di prevenire le minacce alla pace, “perché il revivalismo culturale tende a creare muri di separazione tra i popoli”.

L’incomprensione derivante da “barriere non necessarie”, ha proseguito, porta al cinismo, e il concetto di sicurezza è arrivato a provocare una “tensione continua tra gli interessi nazionali, internazionali e la sicurezza globale”.

Per affrontare i problemi relativi alla sicurezza, “ogni sforzo per raggiungere una pace autentica deve essere incessantemente incoraggiato”, ha continuato Migliore.

La difesa della pace, secondo il Nunzio, può essere raggiunta “coltivando nella mente di tutte le persone di buona volontà l’imperativo a diventare in qualche modo agenti di pace”, diventando “i suoi architetti, i suoi costruttori e persino i suoi ponti”.

“Trasformare la pace in realtà è possibile – ha affermato –, attraverso l’educazione delle coscienze che possono produrre l’apertura e il rispetto nei confronti degli altri”.

Il prelato quindi proseguito ricordando le risoluzioni, affrontate durante la 58ª riunione dell’Assemblea Generale, sul Decennio Internazionale per una Cultura della Pace e della Non Violenza per i Bambini del Mondo, sull’Università della Pace e sulla Comprensione, Armonia e Cooperazione Religiosa e Culturale, definendole “elementi vitali per la costruzione della pace nel mondo”.

Sottolineando quindi la grande attenzione attirata dal problema delle armi di distruzione di massa, il prelato ha però affermato che non si possono ignorare “i molti altri tipi di armi usati nei conflitti nel mondo”.

La Santa Sede , ha affermato l’Osservato vaticano chiede “un impegno più energico” per sottolineare “i profondi legami tra la promozione della cultura della pace e il rafforzamento del disarmo e del processo di non proliferazione”.

Se è vero che la pace è imprescindibile dall’“autentico sviluppo per tutti i popoli”, ha aggiunto Migliore, la delegazione vaticana crede anche che “un motore importante per la pace sia la volontà politica”.

“Il suo utilizzo – ha concluso – aiuterà molto questa Assemblea a muoversi dalla percezione di essere un semplice forum per l’analisi o una macchina per prendere soluzioni ad un vero luogo per la coltivazione della trasparenza e la costruzione della fiducia”.