"Nel Tempio si adora il Signore"

Durante l'omelia a Santa Marta, papa Francesco esorta a soffermarsi sull'incontro con Dio, prima ancora che sui riti

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 545 hits

Il Tempio è principalmente un luogo di preghiera, di lode e di adorazione del Signore. Il rito, i canti, la liturgia sono ugualmente importanti ma passano in secondo piano, rispetto all’elemento del rapporto intimo tra il fedele e Dio presente nell’Eucaristia. Lo ha affermato papa Francesco durante l’omelia della messa di stamattina, celebrata presso la cappella di Santa Marta.

Secondo quanto riferito dalla Radio Vaticana, prendendo spunto dalla Prima Lettura odierna (Mac 4,36-37.52-59), il Pontefice ha detto: “Il Tempio è il luogo dove la comunità va a pregare, a lodare il Signore, a rendere grazie, ma soprattutto ad adorare: nel Tempio si adora il Signore”.

Nella cerimonia liturgica, i canti e i riti non sono la cosa più importante, ha spiegato. Prima di ogni altra cosa viene l’adorazione, in cui “tutta la comunità riunita guarda l’altare dove si celebra il sacrificio e adora”.

Il Papa ha poi osservato “umilmente” che “noi cristiani forse abbiamo perso un po’ il senso della adorazione, e pensiamo: andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli – quello è buono, è bello! – ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio”.

Da qui la domanda: “I nostri templi sono luoghi di adorazione, favoriscono l’adorazione? Le nostre celebrazioni favoriscono l’adorazione?”. Citando il Vangelo odierno (Lc 19,45-48), il Santo Padre ha ricordato la cacciata dei mercanti dal Tempio da parte di Gesù: costoro avevano scambiato il luogo sacro per un luogo di scambio dei loro affari, tuttavia, non va trascurato che noi stessi siamo templi dello Spirito Santo.

È San Paolo, infatti, a ricordarci: “Non rattristate lo Spirito del Signore che è dentro di voi!” (Ef 4,30). “E anche qui – ha proseguito il Papa - forse non possiamo parlare come prima dell’adorazione, ma di una sorta di adorazione che è il cuore che cerca lo Spirito del Signore dentro di sé e sa che Dio è dentro di sé, che lo Spirito Santo è dentro di sé. Lo ascolta e lo segue”.

Seguire Dio, tuttavia, presuppone una purificazione interiore attraverso “il Sacramento della Riconciliazione” e “l’Eucaristia”, poiché “siamo peccatori”.

Vi sono quindi due templi: “il tempio materiale, il luogo di adorazione, e il tempio spirituale dentro di me, dove abita lo Spirito Santo” e in entrambi “il nostro atteggiamento deve essere la pietà che adora e ascolta, che prega e chiede perdono, che loda il Signore”, ha proseguito il Papa.

In conclusione il Pontefice ha parlato della “gioia del Tempio”, ovvero il luogo dove “tutta la comunità” è “in adorazione, in preghiera, in rendimento di grazie, in lode”. È in questo atteggiamento di “ascolto” e di “disponibilità” che avviene la preghiera con il Signore.