Nella Curia Romana ci sono stati e ci sono santi

Nel ricevere in udienza la Curia Romana, papa Francesco ha sottolineato che professionalità, servizio e santità sono le virtù da praticare

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 391 hits

“Qui che nella Curia Romana ci sono stati e ci sono santi. L’ho detto pubblicamente più di una volta, per ringraziare il Signore”.

Con queste parole papa Francesco ha ricevuto stamane in udienza la Curia Romana nell’intento di porgere gli auguri per le festività natalizie.

Nel suo primo Natale da Pontefice, Francesco ha spiegato che gli officiali e i Superiori di Curia costituiscono una testimonianza e sono un modello molto importante nel cammino della Chiesa.

Un modello di professionalità, servizio e santità

“La professionalità - ha precisato -, significa competenza, studio, aggiornamento” e “il servizio, al Papa ai Vescovi, alla Chiesa universale e alle Chiese particolari”.

Il Vescovo di Roma ha sostenuto che “quando non c’è professionalità, lentamente si scivola verso l’area della mediocrità”. Le pratiche diventano rapporti di "cliché" e comunicazioni senza lievito di vita, “incapaci di generare orizzonti di grandezza.”

“D’altra parte - ha aggiunto il Papa -, quando l’atteggiamento non è di servizio alle Chiese particolari e ai loro Vescovi, allora cresce la struttura della Curia come una pesante dogana burocratica, ispettrice e inquisitrice, che non permette l’azione dello Spirito Santo e la crescita del popolo di Dio”.

Per questo motivo è molto importante una terza qualità che è “la santità della vita”.

“Santità – ha rilevato il Papa - significa vita immersa nello Spirito, apertura del cuore a Dio, preghiera costante, umiltà profonda, carità fraterna nei rapporti con i colleghi. Significa anche apostolato, servizio pastorale discreto, fedele, portato avanti con zelo a contatto diretto con il Popolo di Dio”.

Santità nella Curia – ha aggiunto - significa anche obiezione di coscienza alle chiacchiere.

“Noi – ha affermato - giustamente insistiamo molto sul valore dell’obiezione di coscienza, ma forse dobbiamo esercitarla anche per difenderci da una legge non scritta dei nostri ambienti che purtroppo è quella delle chiacchiere”.

"Allora – ha detto il papa - facciamo tutti obiezione di coscienza; e badate che non voglio fare solo un discorso morale! Perché le chiacchiere danneggiano la qualità delle persone, danneggiano la qualità del lavoro e dell’ambiente."

Il Pontefice ha chiesto preghiere particolari per monsignor Pietro Parolin, che “da poco ha iniziato il suo servizio di Segretario di Stato”.

Ha espresso la sua gratitudine per coloro che in questo periodo terminano il loro servizio e vanno in pensione.

Ha ringraziato tutti come comunità di lavoro e ciascuno personalmente sia per il lavoro che per le preghiere, invitando tutti a vivere questo Natale spiritualmente vicini a san Giuseppe.

"Davvero mi sento 'portato' dalle preghiere, e vi chiedo di continuare a sostenermi così", ha detto.

Papa Francesco ha concluso dicendo: “Anch’io vi ricordo al Signore e vi benedico, augurando un Natale di luce e di pace a ciascuno di voi e ai vostri cari. Buon Natale!”