Nella festa di S. Giovanni Bosco sono felici le comunità educative

Messaggio dell'Ispettore salesiano di Napoli ai confratelli di tutta l'Italia meridionale

Roma, (Zenit.org) Eugenio Fizzotti | 292 hits

Nella festa dello straordinarioS. GiovanniBosco, educatore significativo e forte maestro di vita spirituale, l’Ispettore salesiano di Napoli,D. PasqualeCristiani, ha inviato un messaggio a tutti i confratelli dell’Ispettoria meridionale, presenti in Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, nel quale ha scritto a nome di tutti a Don Bosco, comunicandogli a loro nome le richieste, le speranze, le passioni educative. 

Questo è il punto di partenza:  «Caro don Bosco, in questa tua e nostra festa innanzitutto vogliamo fermarci in silenzio e provare a contemplarti, così come abbiamo fatto quando ci hai visitato con l’Urna contenente il tuo braccio benedicente. In questo silenzio vogliamo leggere la storia che il Signore sta realizzando con ognuno di noi e accostarla alla tua per capirci meglio ed essere fedeli discepoli». 

Consapevole che la storia di ogni confratello salesiano può essere segnata da incomprensioni e da incapacità a tradurre il dono del carisma ricevuto dallo SpiritoD. Cristianiscrive a Don Bosco che «spesso la vita dello Spirito è soffocata dalle cose futili a scapito del nostro cammino, del nostro incontro con il Signore della vita, dei nostri giovani, che come ai tuoi tempi venivano a te per sentire la paternità di Dio, il calore umano, il sentirsi amati». 

Di conseguenza è molto forte il chiedere a Don Bosco di aiutare a «vincere la convinzione che dipende da noi il risultato della nostra missione. Aiutaci a vincere la convinzione che i giovani vengono a noi perché noi siamo più bravi degli altri. Aiutaci a vincere la convinzione che le nostre abilità, l’età giovane, le iniziative innovative, il protagonismo, il nostro saper fare ci dà il successo. Aiutaci a vincere le paure che ci assalgono nel nostro sentirci inadeguati. Aiutaci a metterci in ascolto, evitando di voler parlare sempre noi, convinti di avere sempre le ricette giuste per ogni problema, per ogni domanda, per ogni tempo e per tutte le età. Aiutaci a scoprire nei giovani che ci affidi i doni che tu hai posto in ognuno di loro con tanta generosità, gratuità e originalità. Aiutaci ad andare verso i giovani, lì dove sono senza remore e pregiudizi. Aiutaci a vincere con il cuore libero, simpatie e antipatie». 

Convinto che è opportuno chiedere a Don Bosco di accompagnare ogni singolo confratello e di accompagnare i giovani in difficoltà,D. Cristianipone in evidenza la necessità di essere riempiti «di entusiasmo, di ottimismo colorando e riempendo la vita di tutti con i mille volti dei ragazzi e quindi di perseverare per amore dei giovani abilitando tutti a donare fino all’ultimo respiro il servizio pastorale». 

La gratitudine a Don Bosco è comprensibilmente molto forte sapendo che egli offre l’amore che ha sapore divino e rinnova in tutti i confratelli salesiani l’entusiasmo e la perseveranza, favorendo in Maria, madre celeste, l’impegno ad affiancarsi nel cammino pastorale di ciascuno.