"Nessun bambino sia escluso dalla Prima Comunione"

Durante l'Udienza Generale, papa Francesco si sofferma sul significato del sacramento dell'Eucaristia

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 765 hits

Dopo aver trattato mercoledì scorso il sacramento della Confermazione, papa Francesco ha dedicato gran parte dell’Udienza Generale di stamattina all’Eucaristia, proseguendo così il ciclo di catechesi sui sacramenti.

L’Eucaristia, ha spiegato il Santo Padre, è il “Sacramento dell’amore” da cui “scaturisce ogni autentico cammino di fede, di comunione e di testimonianza”. Essa è come un “banchetto”, al centro del quale c’è l’altare, accompagnato dalla croce, che ci ricorda “il sacrificio di Cristo”, che riceviamo come “cibo spirituale”, nelle forme “del pane e del vino”.

Poiché l’altare è sempre affiancato da un ambone, dove si proclama la Parola di Dio, “il cibo che si riceve è anche la sua Parola”.

“Parola e Pane nella Messa diventano un tutt’uno – ha proseguito il Pontefice - come nell’Ultima Cena, quando tutte le parole di Gesù, tutti i segni che aveva fatto, si condensarono nel gesto di spezzare il pane e di offrire il calice, anticipo del sacrificio della croce, e in quelle parole: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo… Prendete, bevete, questo è il mio sangue”. 

Papa Francesco ha poi ricordato che “eucaristia” in greco vuol dire “ringraziamento”: in questo caso gratitudine all’“amore” e alla “misericordia” del Padre.

La celebrazione eucaristica è tuttavia “ben più di un semplice banchetto”, trattandosi del “memoriale della Pasqua di Gesù, il mistero centrale della salvezza”, “memoriale” non significa solo “ricordo”, nella misura in cui “ogni volta che celebriamo questo Sacramento partecipiamo al mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo”.

L’Eucaristia costituisce “il vertice dell’azione di salvezza di Dio”, che “facendosi pane spezzato per noi, riversa infatti su di noi tutta la sua misericordia e il suo amore, così da rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza e il nostro modo di relazionarci con Lui e con i fratelli”.

È per questo che tale sacramento è detto anche “comunione”: quando lo si riceve, infatti, “ci conforma in modo unico e profondo a Cristo, facendoci pregustare già ora la piena comunione col Padre che caratterizzerà il banchetto celeste”.

“Cari amici, non ringrazieremo mai abbastanza il Signore per il dono che ci ha fatto con l’Eucaristia!”, ha detto papa Francesco rivolto ai fedeli giunti numerosi in piazza San Pietro, nonostante la pioggia.

Il Pontefice ha quindi esortato alla frequenza della messa domenicale “non solo per pregare, ma per ricevere la Comunione, questo pane che è il corpo di Gesù Cristo e che ci salva, ci perdona, ci unisce al Padre”, perché “questo Sacramento possa continuare a mantenere viva nella Chiesa la sua presenza e a plasmare le nostre comunità nella carità e nella comunione, secondo il cuore del Padre”.

In conclusione della catechesi, il Papa ha esortato i cattolici ad imparare il valore dell’Eucaristia, fin dal “giorno della Prima Comunione”. È importante che “nessun bambino non la faccia, perché è il primo passo di questa appartenenza a Gesù Cristo, forte, forte, dopo il Battesimo e la Cresima”.