"Nessuno di noi è cristiano per puro caso"

Durante la messa a Santa Marta, papa Francesco ricorda la "chiamata d'amore" che Dio fa agli uomini

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 465 hits

Una chiamata d’amore, per diventare figli di Dio. Durante la messa di questa mattina a Santa Marta, papa Francesco ha riportato l’esempio di Abramo che, in avanzatissima età, rimette in discussione se stesso e obbedisce al progetto del Signore.

Alla funzione odierna hanno partecipato un gruppo di dipendenti del Pontificio Consiglio “Cor Unum” e della Pontificia Accademia per la Vita (PAV), e da un gruppo di collaboratori della Specola Vaticana, accompagnati dal direttore José Gabriel Funes.

La messa è stata concelebrata dai cardinali Robert Sarah, presidente del “Cor Unum”, e Camillo Ruini, ex presidente della CEI, e da monsignor Ignacio Carrasco de Paula, presidente della PAV.

Accennando alla Prima Lettura (Gen 13,2.5-18), papa Francesco ha menzionato la disputa tra Abramo e Lot, per la divisione della terra, paragonandola a quanto avviene oggi in Medio Oriente. “Chiedo tanto al Signore che ci dia a tutti la saggezza” per non litigare e per agire sempre “per la pace”, ha detto.

Abramo, quindi, lascia la sua terra, senza sapere dove dirigersi, ma disposto ad andare “dove il Signore gli dirà”. Abramo ha fiducia in Dio, “parte dalla sua terra con una promessa” e tutto il suo cammino è in direzione di questa promessa.

Per mezzo di Abramo, il Signore ha fatto di una persona un popolo. Al momento della creazione, Dio ha fatto l’uomo “al singolare”, in quanto creato “a sua immagine e somiglianza” ed è “al singolare” che Lui ci parla. “Nessuno di noi è cristiano per puro caso”, ha aggiunto il Papa.

Dio chiama per nome ognuno dei suoi figli, da Abramo in poi, quasi a dire loro: “Vai avanti, Io sono con te! Io cammino affianco a te”. E Gesù, che più di tutti ne è consapevole, “anche nei momenti più difficili si rivolge al Padre”.

La chiamata di Dio, che non è mai una “casualità, è ciò che “ci fa andare avanti”. Essere cristiani, infatti, è “una chiamata d’amore, d’amicizia; una chiamata a diventare figlio di Dio, fratello di Gesù”. In mezzo ai tanti momenti difficili della nostra vita – e anche Gesù ne ha passati tanti – “Dio ci accompagna, Dio ci chiama per nome, Dio ci promette una discendenza”, ha proseguito il Santo Padre.

Il Signore non potrà mai “rinnegare se stesso”, in quanto “Lui è la fedeltà”. Quindi, così come Abramo è stato “unto padre dei popoli”, anche noi siamo stati “unti nel Battesimo”.

Se qualcuno potrà dire di se stesso: “Padre, io sono peccatore”, la verità è che “tutti lo siamo”, ha ricordato il Papa. Anche da peccatori si va “avanti con il Signore” e “con quella promessa che ci ha fatto”, raccontando a tutti che “il Signore è con noi, che il Signore ci ha scelto e che Lui non ci lascia soli, mai”, ha quindi concluso il Pontefice.