Nigeria: il governo non combatte i Boko Haram per motivi elettorali

Lo ha detto ad ACS il vescovo della diocesi di Yola, monsignor Stephen Dami Mamza

Roma, (ACS Italia) | 389 hits

«Il governo teme che combattere i Boko Haram possa costare voti alle prossime elezioni generali». È la dichiarazione di monsignor Stephen Dami Mamza, vescovo di Yola, capitale dello stato di Adamawa in Nigeria, rilasciata oggi a una delegazione internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre, in visita nel Paese africano.

Il presule accusa il governo guidato da Goodluck Jonathan di ritrosia nel combattere i “talebani africani” e gli altri gruppi di militanti che «stanno scatenando il caos in tutto il Paese», non per impossibilità o incapacità ma per calcolo pre-elettorale. «Il regime ha paura di irritare gli elettori che simpatizzano con gli estremisti - dichiara il vescovo – quando dovrebbe invece dichiarare lo stato d’emergenza nel nord-est nigeriano. L’unica soluzione è porre la regione sotto il diretto controllo militare».

Monsignor Dami Mamza riferisce ad ACS degli attacchi in serie realizzati dai Boko Haram a Bama, nel confinante stato di Borno, lo scorso 7 maggio. I fondamentalisti hanno raso al suolo una stazione di polizia, una caserma militare e altri edifici governativi uccidendo cinquantacinque persone. L’8 maggio, invece, nei pressi della cattedrale di Yola, hanno aperto il fuoco in strada, colpendo a morte due persone. «Con gli uomini preposti alla sicurezza al loro posto, attentati come questi non si sarebbero verificati. Il governo aveva la capacità di affermare la propria autorità, ma temeva la reazione dei sostenitori degli estremisti, che purtroppo aumentano ogni giorno».

La situazione è ancora più drammatica nelle aree rurali, maggiormente esposte alla violenza a causa della totale assenza dello stato. «Le autorità dovrebbero prendere misure più serie contro i Boko Haram. Invece il presidente guarda già alle consultazioni del 2015 ed è convinto che, combattere il gruppo oltranzista, gli alienerebbe fette importanti dell’elettorato negli stati del Nord».

La crescente capacità militare dei “talebani africani” e il loro rifiutare qualsiasi possibile negoziazione costituiscono per monsignor Dami Mamza una seria minaccia allo stato di diritto. «E noi cosa facciamo? Lasciamo che i Boko Haram s’impadroniscano del governo? No, non possiamo assolutamente permetterlo».