Nigeria, il governo reagisce a Boko Haram

Dopo il video in cui un leader del gruppo irride le ragazze rapite, un'operazione di polizia ha arrestato alcuni esponenti dell'organizzazione. Intanto il vescovo di Jos promette: "Boko Haram non vincerà"

Roma, (Zenit.org) Redazione | 325 hits

Comparso in un video diffuso nelle scorse ore, il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, irride la campagna #bringbackourgirls, chiede la liberazione degli esponenti del suo gruppo attualmente in prigione e saluta il “fratello Al Baghdadi”, leader dello Stato islamico dell’Iraq e della Siria (Isis), colui che pochi giorni fa ha promesso, in un video, la “conquista di Roma”. E ancora, nel finale, Shekau rivendica l’attacco a un deposito di carburante a Lagos che ha causato la morte di venticinque persone.

La provocazione del gruppo terrorista nigeriano è stata commentata da mons. Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale nigeriana. In un’intervista concessa a Tempi, il presule spiega che il video è l’ennesima conferma che Boko Haram intende islamizzare la Nigeria e fare la guerra ai cristiani”. Tuttavia, è convinto mons. Kaigama, “i loro progetti non si realizzeranno”.

Il vescovo ha detto di “non capire” come “questi terroristi possano essere più forti del governo”, ma spera che “verranno sconfitti”. Soprattutto, sottolinea mons. Kaigama, “nessun gruppo si può arrogare il potere di convertire la Nigeria a una sola religione. Boko Haram si crede onnipotente ma è solo una setta islamica, ecco cos’è. Solo Dio è onnipotente e non permetterà che raggiungano il loro scopo”.

Intanto, un piccolo segnale nel senso auspicato da mons. Kaigama sembra giungere in queste ore. Secondo quanto riporta la Cnn, le forze dell’ordine nigeriane avrebbero arrestato nel nord-est del Paese, con l’accusa di essere coinvolto nell’uccisione di sette persone, Mohammed Zakari, trentenne, ai vertici dell’organizzazione Boko Haram. Il ministero della Difesa ha pubblicato una nota in cui si legge che l’operazione ha portato al sequestro di armi e all’arresto di altri esponenti del gruppo disposti a collaborare fornendo informazioni importanti.