Nigeria: "Sì all'amnistia per Boko Haram"

L'arcivescovo di Abuja, il cardinale Onaiyekan, propone il perdono ai membri della setta islamista "a patto di di un pentimento sincero e di un risarcimento per le vittime"

Roma, (Zenit.org) Redazione | 175 hits

"Sebbene il compito del governo sia quello di assicurare la giustizia e di garantire l’ordine, e ciò comporta il punire i criminali, questo non esclude l’offerta del perdono e dell’amnistia”. Così il cardinale John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, in un messaggio rivolto ai nigeriani, ripreso dall’agenzia Fides.

Il porporato ricorda che il presidente Goodluck Jonathan abbia avanzato recentemente la proposta di concedere l’amnistia ai membri del gruppo estremista islamico che decidono di deporre le armi. Una scelta che rischia di creare scontento nel Paese, soprattutto ora che le azioni della setta continuano a mietere vittime.

Proprio nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia di un nuovo rapimento da parte dei terroristi di 20 donne rapite nel nord-est del Paese, il 7 giugno scorso, nei pressi di Chibok, la località dove ad aprile erano state sequestrate circa 200 studentesse, di cui ancora oggi non si hanno informazioni.

Tuttavia, il cardinale Onaiyekan ritiene che in certe occasioni concedere l’amnistia sia “un rischio calcolato per raggiungere il più alto fine della pace e della riconciliazione”. "Ciò - precisa l'arcivescovo - non significa che non bisogna esercitare tutti gli sforzi per riportare a casa le ragazze rapite. Dovrebbe essere chiaro a tutti che non si tratta di conferire dignità all’ impunità e di creare un precedente per ricattare in futuro il governo con la violenza”.

“La motivazione - si legge ancora nel messaggio - deve essere il perseguimento della pace e della riconciliazione con persone che ammettono di aver sbagliato e si dichiarano pronte a pentirsi". Non è quindi sufficiente deporre le armi, sottolinea il porporato nigeriano, "ci deve anche essere un cambiamento sincero del cuore”, e, per quanto possibile, è necessario "risarcire le vittime di Boko Haram".