No alla balcanizzazione del Congo

La dichiarazione dei vescovi locali sulla guerra nell'Est del martoriato Paese africano

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di Paul De Maeyer

ROMA, mercoledì, 11 luglio 2012 (ZENIT.org) - Un fermo “no” alla balcanizzazione della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Questo è in sintesi il messaggio lanciato dalla Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO) in un comunicato diffuso il 6 luglio scorso nella capitale Kinshasa al termine dell’assemblea plenaria dell’organismo.

Nel documento, i membri della CENCO esprimono la loro ”profonda costernazione” per la guerra riesplosa nel Nord e Sud Kivu, che è “l’illustrazione del piano di balcanizzazione”, denunciato già numerose volte dalla Chiesa.

Secondo la CENCO, questo piano si manifesta in vari modi. “Sul piano economico – spiegano i vescovi congolesi - nella presenza di reti di sfruttamento illegale delle risorse naturali e sul piano politico da una intensificazione della presenza inaccettabile di milizie e di gruppi armati stranieri che uccidono, stuprano e saccheggiano, causando lo spostamento forzato di popolazioni congolesi e una occupazione irregolare del nostro territorio”.

Mentre esprimono la loro solidarietà alle popolazioni colpite da “questa guerra ingiusta e ingiustificabile”, i vescovi del Congo “riaffermano l'unità e l'indivisibilità della RDC entro i suoi confini nati dalla colonizzazione e riconosciuti dalla comunità internazionale il 30 giugno 1960”. “Dev’essere chiaro – affermano i presuli -: l'integrità territoriale della RD Congo non è negoziabile.

“I vescovi stigmatizzano energicamente questo piano di balcanizzazione - prosegue il comunicato -. Invitano gli eletti del popolo e tutto il popolo congolese ad un sussulto patriottico per non essere complici di questo macabro piano di disintegrazione e di occupazione del nostro territoriale nazionale”.

“Le risorse naturali – sottolinea la Conferenza episcopale - appartengono al popolo congolese e devono in primo luogo servire al suo sviluppo e al benessere della sua popolazione”.

La CENCO esorta tutti i congolesi che vivono in patria e nella diaspora di mobilitarsi per sconfiggere questo piano “nemico e distruttore”. “Saranno condotte delle azioni concomitanti in tutte le parrocchie delle diocesi della RD Congo e nelle cappellanie congolesi all'estero per esprimere il nostro rifiuto categorico di questo piano ed implorare la grazia della pace”.

Il comunicato si appella anche ai vicini del Congo di “cessare ogni interferenza ed ogni aggressione e a privilegiare la voce della pace e della coabitazione pacifica per permettere uno sviluppo sostenibile nella subregione dei Grandi Laghi”.

Il testo si conclude con un appello “vibrante” alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di porre fine alla guerra e al piano di balcanizzazione, “applicando senza indugi le decisioni già prese”.

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Il comunicato è disponibile sul sito della CENCO:
http://www.cenco.cd/index.php/actualite/338-non-a-la-balkanisation-de-la-rd-congo.html