Nominato il nuovo vicario generale della Legione di Cristo

La scelta del delegato pontificio ricade sul 37enne tedesco, padre Sylvester Heereman LC

| 1593 hits

ROMA, lunedì, 20 febbraio 2012 (ZENIT.org) – Padre Sylvester Heereman LC è il nuovo vicario generale della Legione di Cristo. Il delegato pontificio per la congregazione e per il movimento Regnum Christi, cardinale Velasio De Paolis, ha formalizzato la nomina la scorsa settimana, designando anche il secondo consigliere generale per la Legione, nella persona di padre Deomar De Guedes LC.

Heereman e De Guedes sostituiscono rispettivamente padre Luis Garza Medina LC e padre Francisco Mateos Gil LC, che avevano annunciato le loro dimissioni nei mesi scorsi.

Padre Sylvester Heereman LC è nato a Bad Neustadt an der Saale, in Germania, il 10 settembre 1974. Entrato in noviziato nella Legione di Cristo nel 1994, ha emesso la professione religiosa perpetua nel 1999.

Ordinato sacerdote nel 2006, dopo aver completato i propri studi in Filosofia e Teologia presso il Centro Studi Superiori dei Legionari Cristo a Roma, padre Heereman è stato nominato Direttore Territoriale per la Germania nel 2007, poi, nel 2011, Direttore Territoriale per l’Europa centrale ed occidentale (comprendente Francia e Germania, dopo la fusione delle due direzioni territoriali).

Padre Deomar De Guedes Vaz LC è nato a Santo Ângelo, Rio Grande do Sul, in Brasile, il 13 novembre 1961. Entrato in noviziato nel 1992, ha effettuato la professione perpetua dei voti nel 1997, venendo ordinato sacerdote nel 2000.

Tra i vari incarichi, padre De Guedes ha ricoperto quello di Rettore del Centro di formazione per consacrati del Regnum Christi a Città del Messico, Direttore Territoriale per la Spagna, superiore di comunità a Buenos Aires ed, infine, rettore del Seminario Maria Mater Ecclesiae in Brasile.

Le novità non si limitano alla congregazione sacerdotale ma coinvolgono anche i consacrati e le consacrate del Regnum Christi. A questi ultimi il cardinale De Paolis ha inviato una lettera in cui si fissano alcune disposizioni da seguire, a seguito della visita apostolica per questo settore del movimento, conclusasi lo scorso settembre che, ad avviso del delegato pontificio, “ha rilevato molte cose buone ma ne ha indicato non poche da correggere o migliorare”.

Gli incontri tenuti a questo scopo in Messico e in Brasile, sotto la guida di padre Gianfranco Ghirlanda, e a Roma sotto la guida di padre Agostino Montan e dello stesso cardinale De Paolis, “sono stati, al dire di tutti, altamente positivi”, ha commentato il porporato.

“Al termine degli incontri – ha proseguito il delegato pontificio - abbiamo avuto la convinzione che la riflessione sulla vocazione alla vita consacra nel Regnum Christi fosse sulla buona strada; che la vostra vocazione era autentica ed è stato ravvivato l´impegno di custodirla e perseverare in essa”.

Nel corso di questi incontri è stato confermata la validità di “un unico carisma partecipato differentemente dai Legionari, dai consacrati e dai membri laici non consacrati”, mentre le revisioni paventate riguardano soprattutto l’“organizzazione del lavoro”.

Il cardinale De Paolis ha poi preso atto dalle dimissioni di Malén Oriol, da assistente generale delle consacrate, nonostante un iniziale “tentativo di indurla a desistere”. La Oriol rimarrà comunque membro di terzo di grado – ovvero consacrata – del movimento Regnum Christi.

“In questi giorni – ha proseguito il delegato pontificio - vissuti in momenti di particolare comunione e rinnovata gioia per la riscoperta della bellezza della consacrazione, abbiamo avuto anche il dispiacere proveniente dal fatto che alcune sorelle hanno chiesto di lasciare il Regnum Christi”.

Il cardinale De Paolis ha avuto parole di ringraziamento per queste consacrate, “per il bene che hanno fatto e che dicono di avere anche ricevuto”, augurandosi, tuttavia, che nessuna di loro “si lasci trarre dalla tentazione di fare opera di persuasione e proselitismo presso altre che intendono rimanere ferme e perseverare fedeli agli impegni assunti”.

“Come giustamente si esige il rispetto della scelta di chi lascia, altrettanto ci si deve attendere per chi, e sono la grandissima maggioranza, intende perseverare nella scelta già fatta nel Regnum Christi”, ha infine sottolineato il delegato pontificio.