"Non accettiamo con rassegnazione le divisioni tra cristiani"

Il Papa incontra il Consiglio Ecumenico delle Chiese, ricorda i progressi compiuti nelle reciproche relazioni ed esorta a non accontentarsi di questi ma aspirare ad una piena comunione

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 377 hits

"Un ulteriore, importante, capitolo delle lunghe e proficue relazioni tra la Chiesa Cattolica ed il Consiglio Ecumenico delle Chiese" si è scritto oggi in Vaticano. Papa Francesco ha incontrato infatti, questa mattina, una Delegazione del Consiglio Ecumenico delle Chiese guidata dal segretario generale, il reverendo Olav Fykse Tveit.

Il Vescovo di Roma ha guardato al presente e si è detto "riconoscente per il servizio che rendete alla causa dell’unità tra i credenti in Cristo”. Ha poi rivolto uno sguardo al passato ricordando che“fin dai suoi inizi il Consiglio Ecumenico delle Chiese ha offerto un grande contributo nel formare la sensibilità di tutti i cristiani circa il fatto che le nostre divisioni rappresentano un pesante ostacolo alla testimonianza del Vangelo nel mondo".

Non bisogna accettare "con rassegnazione" queste rotture e divisioni, "come fossero semplicemente una componente inevitabile dell’esperienza storica della Chiesa", ha sottolineato il Pontefice. Soprattutto i cristiani che "se ignorano la chiamata all’unità rivolta loro dal Signore", rischiano "di ignorare il Signore stesso e la salvezza da Lui offerta attraverso il suo Corpo, la Chiesa".

Inoltre, gli impulsi dati dal Concilio Vaticano II - ha evidenziato il Santo Padre - hanno permesso che le relazioni tra Chiesa Cattolica e Consiglio Ecumenico delle Chiese superassero "le incomprensioni reciproche", giungendo "ad una sincera collaborazione ecumenica e ad un crescente 'scambio di doni' tra le diverse comunità".

"La via verso la comunione piena e visibile è un cammino che risulta ancora oggi arduo e in salita", ha costatato con realismo il Papa. Tuttavia, "lo Spirito ci invita a non aver timore, ad andare avanti con fiducia, a non accontentarci dei progressi che pure abbiamo potuto sperimentare in questi decenni".

In questo cammino, ha soggiunto, "è fondamentale la preghiera": "Solo con spirito di preghiera umile e insistente si potrà avere la necessaria lungimiranza, il discernimento e le motivazioni per offrire il nostro servizio alla famiglia umana, in tutte le sue debolezze e le sue necessità, sia spirituali che materiali”.

Il Pontefice intanto ha assicurato ai membri Consiglio la sua preghiera "affinché, durante il vostro incontro con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, sia possibile individuare il modo più efficace per progredire insieme su questa strada". Ha quindi invocato lo Spirito del Signore perché sostenga "ognuno di voi e le vostre famiglie, i vostri colleghi del Consiglio Ecumenico delle Chiese e tutti coloro che hanno a cuore la promozione dell’unità". Come sempre, ha chiesto infine preghiere per sè, "affinché il Signore mi conceda di essere docile strumento della sua volontà e servo dell’unità".