"Non basta una legge a zittire le nostre coscienze"

Lo ha detto Pietro Invernizzi, portavoce delle Sentinelle in Piedi, che ha partecipato sabato scorso alla manifestazione di Roma della Manif pour Tous

Roma, (Zenit.org) Federico Cenci | 467 hits

Molti gli interventi che si sono succeduti, sabato scorso, durante la prima manifestazione nazionale della Manif pour Tous italiana. A salire sul palco anche Pietro Invernizzi, portavoce delle Sentinelle in Piedi, il quale ha esordito con questa efficace testimonianza: “Devo essere sincero, fino a qualche mese fa non avrei mai pensato di dover scendere in piazza. Forse perché fino a qualche mese fa alcune cose – come, per esempio vivere in un Paese in cui la libertà di espressione è garantita - le potevamo dare per scontate. Oggi purtroppo non è più così”.

E non lo è perché il Ddl Scalfarotto passato alla Camera lo scorso 19 settembre, “cosiddetto contro i reati di omofobia e di transfobia”, in realtà ha una “portata fortemente liberticida e non aggiunge alcuna tutela a quelle già previste dal nostro ordinamento giuridico”.

“La Costituzione - ricorda Invernizzi a ZENIT - tutela tutte le persone in quanto tali”. E aggiunge: “Se un omosessuale viene picchiato in ragione del proprio orientamento sessuale, sono già previste dalla legge delle aggravanti; mi riferisco all’art. 61 del codice penale, che contempla la fattispecie dei motivi abietti”.

Oltre che liberticida, il Ddl Scalfarotto è per Invernizzi anche “ambiguo”, poiché “introduce il reato di omofobia senza definirlo da un punto di vista giuridico. Così si lascia una libera interpretazione sia a chi denuncia sia a chi è chiamato a giudicare”. Del resto, Invernizzi si domanda: “Cosa si intende per omofobia?”. La risposta, tristemente retorica, è racchiusa nella vicenda che ha visto protagonista Guido Barilla, “accusato di essere omofobo per aver dichiarato che per le pubblicità della sua azienda preferisce utilizzare l’immagine di una famiglia naturale”.

Se a seguito di queste innocue dichiarazioni si è scatenato tale clamore oggi, cosa potrà accadere domani, a legge approvata? Una sinistra idea ce l’hanno già quanti hanno riempito piazza Santi Apostoli, e quanti sono scesi in strada nei mesi scorsi in ogni parte d’Italia.

Come le Sentinelle, appunto, che hanno un modo di manifestare molto peculiare. “Una provocazione”, per dirla con Invernizzi. “In questo clima caotico - prosegue - noi ‘vegliamo’ in rigoroso silenzio, stando in piedi, a poca distanza l’uno dall’altro, guardando tutti nella stessa direzione. Speriamo che il nostro silenzio diventi rumoroso come sta avvenendo oggi. Confidiamo che sarà così anche in tante altre occasioni”.

Un po’ di rumore l’ha sollevato lo stesso Ivan Scalfarotto la settimana scorsa, quando, intervenendo a una trasmissione di Radio 24, a proposito dei timori delle Sentinelle in Piedi ha affermato: “Pare a volte che le persone che commentano le leggi non le abbiano lette”.

Invernizzi reagisce così alle dichiarazioni di Scalfarotto: “A me sembra abbastanza chiaro che quanto ha dichiarato su Radio 24 è in palese contraddizione con quanto ha scritto sul suo blog il 28 settembre scorso”. Ossia? “Ha scritto - risponde Invernizzi - che si è “accorta benissimo” di come stiano le cose una persona che aveva dichiarato che,con l’approvazione di questa legge,“andranno in galera coloro che sosterranno che il matrimonio gay è una porcheria e che l’adozione dei bambini da parte delle coppie gay un’aberrazione”.

Secondo Invernizzi, c’è quindi un tentativo ambivalente di Scalfarotto, che “da un lato vuole garantire alle comunità gay che chi sostiene certe idee finirà in carcere”. Dall’altro lato, tuttavia, “vuole tranquillizzare una parte di popolazione” sul fatto che, anche a legge approvata, si potrà continuare ad affermare la propria opinione sul matrimonio e sulle adozioni, ma “all’interno di circoli politici o religiosi”.

Comunque sia, dichiara Invernizzi, “per noi non è sufficiente che un cittadino possa esprimersi in un circolo politico o religioso. Ciò che esigiamo è che ogni cittadino possa esprimersi ovunque liberamente”.

Ma se la legge passerà anche in Senato, le Sentinelle proseguiranno le loro iniziative? Invernizzi non ha dubbi: “Certo. Non basta una legge a zittire le nostre coscienze”.