Non c’è futuro di libertà e civiltà per l’Europa senza l’umanesimo cristiano

Spiega il cardinale Camillo Ruini ad un convegno nazionale dell’Opera Romana Pellegrinaggi

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ROMA, venerdì, 11 febbraio 2005 (ZENIT.org).- Non c’è futuro di libertà e civiltà per l’Europa senza l’umanesimo cristiano. Questo il messaggio lanciato l’11 febbraio a Roma dal cardinale Camillo Ruini, nel corso del convegno teologico pastorale organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi.



Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana è intervenuto in mattinata con una relazione sul tema: “Quale spazio per il Cristianesimo nella nuova Europa?” – titolo anche del convegno –, spiegando da principio come nel ripercorre la storia dell’Europa sia evidente il segno lasciato in essa impresso dal cristianesimo.

“La libertà degli uomini è la libertà di Dio. E’ il Signore che prescrive il percorso della storia”, ha precisato poi il cardinale.

Secondo il Vicario di Roma, ogni volta che l’Europa ha scelto di allontanarsi da Dio, con utopie nichiliste, relativiste e scientiste, abbiamo assistito a disastri come quelli generati dalla rivoluzione francese e dalle ideologie totalitarie del Ventesimo secolo.

“Tutte queste ideologie volevano creare un uomo nuovo, libero da Dio, e invece hanno espresso l’oppressione dell’uomo. Le ideologie totalitarie del Ventesimo secolo hanno capovolto i valori fondanti della civiltà cristiana”, ha affermato il porporato.

“In realtà il relativismo e lo scientismo non sono capaci di fondare una nuova civiltà”, ha sottolineato Ruini.

“Il relativismo è segno di crisi e lo scientismo non ha carattere trascendentale e non è in grado di fornire un senso alle cose (…) scienza e tecnologia da sole non generano civiltà”.

Il Presidente della CEI ha illustrato che se la scienza e la tecnologia alimentano la crescita di nazioni come la Cina e l’India, “l’Europa non può pensare al futuro senza cristianesimo, perché il materialismo non risponde alle domande interiori degli uomini”.

Ogni volta che l’Europa si è conformata all’umanesimo cristiano, la libertà e la dignità degli uomini hanno visto significativi progressi.

Il problema dell’Illuminismo è che “la verità è subordinata alla libertà”, ha sottolineato Ruini. “In questo modo si è negato il valore oggettivo della verità che è quello che sostiene la libertà nella società”.

“La verità nel suo rapporto con la libertà è in una condizione intrinseca”, ha sottolineato. Un rapporto che è in pericolo anche nell’Europa di oggi, per questo è decisivo il ruolo dei credenti nella società.

Il porporato ha in seguito constatato come di fronte alle sfide poste dal terrorismo e dall’Islam, dopo l’11 settembre 2001, si sia verificata una ricerca di identità nella società, con una relativa crescita dei credenti.

In Italia il cattolicesimo è maggioritario, la fede è viva e radicata nel popolo ed i praticanti, cioè coloro che lo vivono profondamente “sono una minoranza in crescita”, ha commentato Ruini.

Il presidente della CEI ha parlato del risveglio dei credenti anche negli altri paesi , “con un certo stupore anche in Germania, dove con slancio missionario la chiesa sta crescendo”.

Ruini ha concluso ricordando l’appello lanciato dal Pontefice Giovanni Paolo II nella lettera ai Vescovi italiani del 6 gennaio del 1994, quando scrisse che “all’Italia in conformità alla sua storia è affidato in modo speciale il compito di difendere per l’Europa il patrimonio religioso e culturale innestato a Roma dagli apostoli Pietro e Paolo”.

“Credo che qui non per caso il Papa usi le due parole patrimonio ‘religioso’ e ‘culturale’, che riguarda anche la cultura in senso ampio, la vita sociale, la politica, le istituzioni: questo ruolo dobbiamo cercare di giocarlo al meglio", ha quindi concluso.