"Non guardate la vita dal balcone!"

Papa Francesco e il suo rapporto con i giovani al centro del saggio di Alessandra Ferraro

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 746 hits

“Non guardate la vita dal balcone, per favore: non mettetevi nella coda della storia. Siate protagonisti!”. È l’appello che papa Francesco rivolse un anno fa ai giovani venuti ad incontrarlo durante la veglia lungo la spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro, in occasione dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù.

Al pari del suo predecessore Giovanni Paolo II, da lui stesso canonizzato, Francesco sta instaurando sempre più un feeling privilegiato con i giovani di tutto il mondo ed è proprio in questa chiave di lettura che Alessandra Ferraro ha scritto “Non guardate la vita dal balcone…” Francesco testimone di speranza (Elledici, 2014).

Vicecaporedattore della sede RAI di Aosta e specializzata in Comunicazione e teologia pastorale alla Pontificia Università Lateranense, l’autrice ha all’attivo altri libri che documentano il tempo trascorso dai precedenti pontefici tra le montagne valdostane, in occasione delle vacanze estive.

È proprio questa attitudine a lavorare in particolare sugli aspetti più spiccatamente umani e meno “protocollari” dei pontefici, che ha animato il  volumetto che riassume il primo anno di pontificato di Jorge Mario Bergoglio, a partire da un paio di rapidi ed efficaci flash emblematici dello stile con cui l’ex arcivescovo di Buenos Aires ha conquistato i fedeli di tutto il mondo: i tre clochard invitati a colazione a Santa Marta e la proposta di acquistare schede telefoniche internazionali da donare agli immigrati giunti nei centri di accoglienza di Lampedusa.

La storia procede in sostanziale ordine cronologico con l’antefatto dell’inaspettata rinuncia di Benedetto XVI, poi la grande festa per l’elezione del nuovo Papa, seguita da alcune delle tappe più importanti della prima fase del suo pontificato: la già citata GMG, nel luglio 2013, la visita a Cagliari nel settembre successivo, l’incontro con le famiglie a ottobre, in occasione dell’Anno della Fede.

Senza trascurare una delle più sorprendenti “innovazioni” del pontificato: le telefonate ai fedeli comuni, come era solito fare da arcivescovo di Buenos Aires, come farebbe un umile parroco di periferia.

Le 125 pagine del volumetto di Alessandra Ferraro scorrono rapide, con uno stile molto “televisivo”, fatto di brevi ed efficaci descrizioni e commenti ed ampie citazioni dai discorsi del Santo Padre.

Ai capitoli realizzati dall’autrice, seguono quattro testimonianze rese dal celebre giornalista RAI, Bruno Vespa, dall’ex superiore generale dei Salesiani, don Pascual Chavez Villanueva, dal vaticanista del TG2, Enzo Romeo, dal vescovo di Noto, Antonio Staglianò, e dal direttore del Centro Televisivo Vaticano, monsignor Dario Edoardo Viganò.

In particolare Vespa si sofferma sull’assai discussa “rivoluzione comunicativa” di Francesco, che, al di là delle parole, è una rivoluzione che parte dai gesti, dalle scelte di vita (su tutte la decisione di non vivere nell’appartamento pontificio), dall’approccio con la gente.

Il volumetto si chiude con GMG: l’alfabeto di papa Francesco, un glossarietto che sintetizza alcuni dei passaggi salienti della prima indimenticabile Giornata Mondiale della Gioventù del pontefice argentino.