"Non guardate la vita dal balcone, ma vivete le sfide del mondo contemporaneo"

Il Papa incontra a San Pietro 10.000 universitari romani per i Vespri della prima domenica di Avvento e li esorta a non lasciarsi rubare l'entusiasmo giovanile e coltivare progetti di ampio respiro

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 735 hits

Una summa delle sue frasi più belle e delle sue riflessioni più efficaci. È stato questo il discorso che Papa Francesco ha rivolto, ieri pomeriggio, nella Basilica di San Pietro, agli oltre 10.000 universitari degli atenei romani. Nel tradizionale appuntamento che unisce l’incontro con gli studenti e la recita dei Vespri per la prima domenica di Avvento, il Santo Padre ha parlato di mondanità, di andare controcorrente, di pensiero debole e dei pericoli della globalizzazione.

E ha pronunciato quella frase cruciale che orienterà d’ora in poi il pensiero e l’azione di ogni ragazzo o ragazza cristiani: “Non siate spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei, non lasciatevi rubare l’entusiasmo”. Quindi ha lanciato un appello a “non guardare la vita dal balcone”, ma “stare lì dove ci sono le sfide del mondo contemporaneo”. Perché, ha spiegato il Papa, “non vive chi non risponde alle sfide”. E battaglie ce ne sono tante, tutte su temi fondamentali come la vita, la dignità delle persone, i valori cristiani, la povertà.

Bisogna allora stare in allerta ed evitare i pericoli. Il primo, ha osservato il Santo Padre, è “il contesto socio-culturale nel quale siete inseriti” che – ha affermato – “a volte è appesantito dalla mediocrità e dalla noia”. “Non bisogna rassegnarsi alla monotonia del vivere quotidiano – ha urlato Bergoglio - ma coltivare progetti di ampio respiro, andare oltre l’ordinario. Non lasciatevi rubare l’entusiasmo giovanile!”.

Soprattutto - ha soggiunto il Santo Padre riprendendo l’omelia di alcuni giorni fa a Santa Marta - non bisogna “lasciarsi imprigionare dal pensiero debole e dal pensiero uniforme”. Ovvero quella globalizzazione che è in realtà omologazione, che appiattisce e annulla ogni qualità, ogni requisito che Dio ha donato ad ognuno in maniera differente. “Nel mondo globalizzato – ha evidenziato il Pontefice - potrete contribuire a salvare peculiarità e caratteristiche proprie, cercando però di non abbassare il livello etico”. Anzi, ha aggiunto: “Se non vi lascerete condizionare dall’opinione dominante, ma rimarrete fedeli ai principi etici e religiosi cristiani, troverete il coraggio di andare anche controcorrente”.

Francesco ha ripreso quindi l’esempio della sfera e del poliedro già usato nel messaggio al Festival delle Dottrina sociale di Verona. “Il modello da seguire – ha detto - non è la sfera, in cui è livellata ogni sporgenza e scompare ogni differenza; il modello è invece il poliedro, che include una molteplicità di elementi e rispetta l’unità nella varietà". La pluralità “di pensiero e di individualità”, ha soggiunto, fa sì “che ognuno può essere un dono a beneficio di tutti.”

Ai giovani universitari, il Santo Padre ha poi rivolto l’augurio di San Paolo ai Tessalonicesi: “Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione”. Ed ha avvertito dalla “tentazione di cedere allo spirito mondano” che insidia sempre la pienezza della vita cristiana. “Dio ci dona il suo aiuto”, ha spiegato il Papa, perché “la natura umana è debole e l’intervento di Dio in favore della nostra perseveranza è espressione della sua fedeltà".

Tale fiducia “richiede però la nostra collaborazione attiva e coraggiosa”. I giovani non devono dimenticare quindi che con la propria “volontà” e le proprie “capacità”, unite “alla potenza dello Spirito Santo” ricevuta nel giorno del Battesimo, possono essere “non spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei".

L’ultima riflessione il Pontefice l’ha ripresa da Piergiorgio Frassati: “Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verità, non è vivere ma vivacchiare”. “Noi non dobbiamo mai vivacchiare, ma vivere” ha aggiunto Papa Francesco, per poi concludere l’incontro con l’augurio: “Buon cammino verso Betlemme!”.