Non parliamo solo di aborti, ma di cosa si fa per evitarli

Relazione del Movimento Per la Vita italiano e lettera del presidente Carlo Casini sulla Legge 194

Roma, (Zenit.org) | 345 hits

La commissione Affari sociali della Camera sta esaminando in queste ore la Relazione del ministro della Salute sull’attuazione della Legge 194/78 che era sta a consegnata al parlamento nei mesi scorsi. Il Movimento per la vita ha voluto inviare ai componenti della Commissione un’altra relazione, quella sui risultati nel 2012 dai 350 Centri di aiuto alla vita sparsi in tutta Italia. Accompagna questa Relazione una lettera del presidente Carlo Casini che spiega:

«Da sempre noi chiediamo che nella raccolta dei dati sull’applicazione della legge 194 non ci si limiti al tragico conteggio dei morti (il numero degli aborti), ma si indichi anche il numero dei vivi (cioè degli aborti evitati per effetto dell’intervento consultoriale e del volontariato al servizio della maternità e della vita). Gli art. 1 e 2, così come interpretati dalla Corte Costituzionale (sentenza 35/97) devono essere attuati anche con riguardo alla prevenzione post-concezionale dell’aborto. Urge predisporre un apposito questionario per i consultori familiari, in modo da conoscere quante IVG sono state evitate per mezzo del loro intervento. Ed è altresì doveroso includere nella relazione l’attività del volontariato al servizio della vita umana.

«Sono note le altre nostre riserve e critiche in merito alla valutazione della obiezione di coscienza e riguardo alla affermazione che la Legge 194/78 avrebbe fatto diminuire il numero degli aborti. Se diminuzione vi è stata, essa è stata determinata da ben diverse cause (aborto chimico precocissimo non controllabile e diffuso, diminuzione delle donne in età feconda, azione educativa ed assistenziale delle associazioni per la vita) ma, in questa sede» ha concluso casini «vogliamo cercare un dialogo con tutti indicando come terreno comune l’azione per prevenire l’aborto anche quando le difficoltà di una gravidanza indurrebbero la madre a chiedere la IVG».