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Come la Chiesa cattolica promuove l'integrazione, l'istruzione, la formazione professionale e la partecipazione al mercato del lavoro dei Rom

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di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 20 giugno 2012 (ZENIT.org).- “La comunità Rom è la minoranza più consistente, ma è anche la più svantaggiata in Europa. I Rom continuano ad essere vittime di discriminazione e, talvolta, persino di razzismo”.

“Non si contano quelli, tra loro, che vivono sulla soglia della povertà, in insediamenti abusivi spesso privi di acqua corrente o elettricità, esposti al rischio di malattie e ostacolati nell’accedere all’assistenza sanitaria. In alcuni Paesi dell’Unione Europea i bambini Rom sono assegnati a scuole speciali, mentre non poche donne vengono sottoposte a sterilizzazione forzata”.

Lo ha detto Padre Gabriele F. Bentoglio, CS, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, intervenendo ieri 19 giugno al Primo Workshop Internazionale sui Progetti di Inclusione dei Rom “Opening Doors” che si sta svolgendo a Eger in Ungheria.

L’Incontro è stato organizzato congiuntamente dalla Commissione per la pastorale dei Rom della Conferenza Episcopale Ungherese e da “Renovabis”, che è una delle maggiori organizzazioni caritative cattoliche in Germania.

Il Sottosegretario ha presentato l’attività della Chiesa cattolica in favore dei Rom, sottolineando che “il suo impegno si traduce sia nell’assistenza strettamente pastorale, che comprende tutto ciò che riguarda la dimensione spirituale, sacramentale e liturgica, sia nello sforzo comune per risolvere gravi questioni sociali, come quelle dell’emergenza abitativa, della formazione scolastica e professionale”.

Padre Bentoglio ha menzionato le attività specifiche in favore dei Rom delle Piccole Sorelle di Gesù, della Compagnia di Gesù, della Società di Don Bosco, della Caritas Internationalis in Europa, della Comunità di Sant’Egidio e del Comitato Cattolico Internazionale per gli Zingari (CCIT). Ha raccontato di come i pontefici Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono intervenuti significativamente per il miglioramento delle condizioni di vita dei Rom e la loro inclusione nella società.

L’undici giugno del 2011, in occasione del 75° anniversario del martirio del beato Ceferino Giménez Malla, primo gitano ad essere portato alla gloria degli altari, il Pontefice Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano, in Udienza Privata, oltre 2000 rappresentanti di diverse etnie zingare di tutta l’Europa.

Per la prima volta nella loro storia, un Pontefice ha accolto i Rom, riservando loro una rispettosa e calorosa ospitalità.

Il papa Benedetto XVI ha invitato a riflettere sulla storia del popolo Rom, marcata da un secolare rifiuto, da persecuzione e da odio, sentimenti che hanno raggiunto il culmine nel “Porrajmos”, il “grande divoramento”, durante la Seconda Guerra Mondiale.

La riflessione del Pontefice sulle sofferenze dei Rom lo ha condotto a esclamare: “Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo!”.

Il sottosegreratario del Pontificio consiglio ha anche ricordato l’impegno della COMECE, della CCEE e del BEPA (Bureau of European Policy Advisors) della Commissione europea per il miglioramento economico e sociale, per l’istruzione, la formazione professionale, la salute, l’alloggio, la cittadinanza e la lotta contro la discriminazione, dei Rom.

In conclusione Padre Bentoglio, ha affernmato che “Il cammino dell’integrazione implica essenzialmente il riconoscimento della dignità e della centralità di ogni essere umano, in condizioni di uguaglianza nei confronti sia dei diritti che dei doveri. Su queste basi sono fondati i diritti umani e i loro confini, intesi come espressione di una visione di umanità che attribuisce alla persona assoluta priorità e i più profondi valori”.