Non vi sarà alcun atto di morte della famiglia, assicura il cardinale Trujillo

In occasione dell’inaugurazione del Congresso Educazione e Famiglia a Murcia

| 211 hits

MURCIA, domenica, 5 dicembre 2004 (ZENIT.org).- Le ideologie contrarie all’istituzione della famiglia non arriveranno a firmarne l’atto di morte, ha affermato il cardinale Alfonso López Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, in occasione dell’inaugurazione del II Congresso Educazione e Famiglia della Università Cattolica San Antonio di Murcia.



Anche se “certamente la famiglia attraversa oggi un periodo difficile”, “stiamo assistendo ad una nuova presenza della famiglia in tutto il mondo”, ha constatato il porporato colombiano.

Per il cardinale López Trujillo, “si sono sbagliati coloro che pensavano che l’atto di morte della famiglia fosse già stato emanato”.

“Se è un qualcosa amato da Dio, qualcosa voluto per l’uomo sin dal principio, qualcosa che si radica nel cuore stesso di Dio, se è un’istituzione naturale, fondamento della società e patrimonio dell’umanità, non sarà polverizzata, né dovremmo noi o quelli che verranno nel futuro raccogliere le sue ceneri”, ha assicurato il cardinale secondo quanto pubblicato da “Veritas” sulla Conferenza.

Il Congresso, organizzato su richiesta della Santa Sede, è stato incentrato, in questa edizione, sul tema “Educazione e famiglia”.

Il porporato ha affermato che la famiglia “è l’unica istituzione capace di educare in modo integro l’uomo”, ed ha aggiunto che “occorre domandarsi se ciò che in talune parti è presentato come liberazione e progresso, risponda o meno alla verità antropologica della persona umana”.

Per il presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, la famiglia “ha davanti a sé una grande sfida, nella quale si gioca la storia stessa dell’uomo” ed ha aggiunto che le ideologie attuali “pensano di poter rubare il futuro, la speranza e il cuore umano ad una società che veramente ne ha bisogno”.

Una delle sfide attuali che la famiglia deve affrontare è la “confusione concettuale”, in quanto, secondo il cardinale, “non è un caso che il primo attacco”, che è stato scagliato durante la Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD) al Cairo nel 1994, “fosse sulla identità della famiglia (e da lì, introdurre la terminologia ‘tipi di famiglie’), per poi elaborare [nella Conferenza mondiale sulla donna che si è svolta a Pechino nel 1995] la ideologia del genere (‘gender’)”.

“Nel corso della storia, la famiglia ha subito molti cambiamenti, passando dalla famiglia intergenerazionale a quella nucleare, dal patriarcato al modello attuale, ma la sua essenza, la famiglia come comunità di amore e di vita tra un uomo e una donna, nella quale nascono i figli, è rimasta costante. Questo è ciò che ha ispirato le società e le legislazioni di tutti i popoli e di tutte le culture, e che solo negli ultimi dieci anni è stato messo in discussione”, ha affermato.

Secondo il porporato, i politici “si trovano attualmente con un dilemma: essere sedotti da un’ideologia momentanea di partito, o lasciare che il proprio agire sia guidato dal bene dell’uomo e delle famiglie?”.

“Perché i politici non vanno nei paesi e nelle città e non chiedono alle famiglie che cosa vogliono veramente?”, si è domandato.

Il cardinale si è chiesto inoltre “quale tipo di stile di vita si sta offrendo ai giovani perché possano formare nuove famiglie”.

“Cosa avverrà nella società del futuro se il marito e la moglie non potranno confidare l’uno nell’altro, se verrà eliminata la fedeltà e se la maternità e la paternità verranno temute come una malattia? Quale futuro aspetta la Spagna e l’Europa?”.

Secondo il presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, è necessario “lottare contro la deformazione che si sta affermando sull’immagine della famiglia”, ed ha affermato che la convivenza coniugale “si fonda su una donazione che non rende schiavi, ma che libera; che non abbassa la donna, ma che al contrario la eleva ancora di più”.

Il cardinale ha fatto poi riferimento a “certi esperimenti che alcuni Paesi occidentali stanno realizzando sulla famiglia” ed ha aggiunto al riguardo che “la Conferenza episcopale spagnola ha ragione quando dice che è stata messa in circolazione una moneta falsa con la questione delle coppie di fatto. Sono una finzione giuridica perché non si impegnano in nulla, né rispetto alla coppia, né rispetto ai figli, né rispetto alla società, ma pretendono tutti i diritti del matrimonio”.

Riguardo l’adozione da parte degli omosessuali, il cardinale ha affermato che il caso è di una gravità ancora maggiore, “perché i figli, il dono più prezioso dei genitori, vengono sottoposti ad esperimenti che ignorano la stessa Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia la quale considera sempre primario il bene dei bambini”.

“Se la famiglia viene annullata come oggetto sociale e smembrata, sorge un pericolo certo di essere assorbita dai tentacoli dello Stato”, ha affermato, aggiungendo che “è essenziale lottare per tutelare il diritto della famiglia ad educare e anche per realizzare un clima sociale nel quale questa educazione possa dare i suoi frutti”.

Il cardinale López Trujillo ha inoltre affermato che sulla questione della famiglia “vi sono molti punti d’incontro con le altre religioni” e ha riferito le sue impressioni su questo tema nell’ambito dell’incontro che si è tenuto a fine novembre in Qatar: “Esiste un Islam molto vivo che si pone delle domande, che inizia a comprendere il valore del matrimonio e della dignità della donna e che sta mettendo in discussione la poligamia e il ripudio”, ha affermato.

Nella sessione inaugurale dell’incontro sono intervenuti, tra gli altri, anche il Nunzio apostolico in Spagna, l’arcivescovo José Luis Mendoza.

Mendoza ha denunciato l’interesse di determinati gruppi di potere diretto ad eliminare il Cristianesimo e “l’oppressione alla quale è sottoposta la Chiesa cattolica per il fatto di proclamare le esigenze morali del Vangelo”.

In particolare ha espresso la sua opposizione all’iniziativa del Governo spagnolo di riconoscere il “matrimonio” tra omosessuali, in quanto “va contro la legge naturale e il buon senso”.

Riguardo l’adozione da parte di coppie omosessuali, ha evidenziato “i danni irreparabili che si possono arrecare al bambino per il fatto di farlo crescere senza le figure insostituibili del padre e della madre, nonché per le gravi conseguenze morali e psicologiche che sarebbero prodotte nel bambino, secondo quanto specificano autorevoli relazioni di illustri psichiatri, psicologi e pedagoghi”.

Secondo Mendoza, il Governo spagnolo “vuole imporre una ideologia diametralmente opposta alla fede cristiana e alle convinzioni della maggioranza degli spagnoli. Questo atteggiamento costrittivo e prevaricante, porta ad un abbandono della famiglia spagnola, che si sente disprezzata e discriminata, perché gli viene impedito di esercitare i propri diritti come istituzione naturale che ha sostenuto e sostiene la civiltà”.

Durante il suo intervento, il Nunzio di Sua Santità in Spagna ha ricordato che “ogni uomo è un’opera meravigliosa uscita dalle mani di Dio e che pertanto non è un oggetto che possa essere utilizzato per un fine”.

Monsignor Monteiro de Castro ha segnalato che i segni più importanti della deformazione della famiglia sono: la facilità con cui si divorzia, l’accettazione del matrimonio puramente civile e la celebrazione del matrimonio come sacramento non sotto la spinta di una fede viva.

La sessione è continuata con una presentazione dello psichiatra Enrique Rojas su “Come costruire un rapporto duraturo: l’amore intelligente”.

[È possibile consultare gli atti degli interventi del Congresso, conclusosi questo sabato, attraverso l’agenzia “Veritas”]