"Nostro Signore del deserto"

L'Editore Rubbettino pubblica le meditazioni sulla preghiera della teologa Adriana Zarri

Roma, (Zenit.org) Eugenio Fizzotti | 294 hits

Con notevole interesse l’editore Rubbettino ha deciso di ripubblicare un volume che la teologa Adriana Zarri, morta nel 2010 a ben 91 anni, aveva pubblicato presso la Cittadella Editrice nel 1978. 

Il tema della preghiera è quanto mai attuale e originale e permette ai lettori di riflettere su una quantità notevole di proposte sufficientemente coinvolgenti. Nella prima parte il volume riporta ben 43 meditazioni che affrontano tematiche sulla teologia della preghiera. Nella seconda parte, dedicata alla psicologia della preghiera, le meditazioni sono 21, mentre nella terza parte, che ha come nucleo specifico i linguaggi e le situazioni di preghiera, le meditazioni sono 36. 

Ed è interessante leggere nella prefazione quanto l’autrice aveva scritto sulla preghiera che, essendo senza limiti, «è un modo di essere e di vivere nella luce di Dio nel quale entra, a pieno diritto e dovere, ogni interesse della vita» con la conseguenza di poter dire che «la preghiera è un certo modo di vivere le cose; perciò, più che un discorso sulla preghiera stessa, comporta un discorso sulle cose, assunte a livello contemplativo. E poiché questo modo di vivere il reale è assai diverso da quello che ci è consueto, credo anche che un discorso sulla preghiera, oggi, investa temi più vasti quali un salto di civiltà e un ricambio culturale». 

E molto originale è anche la nota che l’editore ha inserito in apertura del libro dopo aver ricordato che l’autrice era stata oltre che scrittrice e teologa anche collaboratrice di diverse testate giornalistiche e di numerose riviste, dotata di una voce originale e profetica, sempre libera e ispirata, del recente panorama cattolico. E proprio come donna di fede e di preghiera, risulta quanto mai attuale l’indicazione che «l’intensa meditazione intorno alla realtà della preghiera non nasce solo dalla vasta cultura e specifica formazione dell’autrice, ma in modo particolare dalla sua esperienza o meglio dalle molteplici esperienze e scelte di vita che ne hanno caratterizzato l’audace esistenza. A contraddistinguerla ulteriormente è poi il carattere coscientemente femminile di tale pensiero e di tale scrittura. È piuttosto logico, infatti, attendersi un libro sulla preghiera, sulla sua necessità per la vita di un credente devoto, sulla sua grammatica e sulla sua pratica, da parte di qualche chierico (maschio, ovviamente), lo è di meno – e lo fu ancora di meno al primo apparire della pubblicazione – riceverlo dalle mani, dalla testa e dal cuore di una donna». 

La preghiera dunque attraverso il libro della Zarri risulta essere una questione ontologica del proprio essere, del proprio stare nel mondo, del proprio modo di vivere e nello stesso tempo è una questione di amore dell’amore che porta al mistero dell’essere che da ogni parte si affaccia all’orizzonte dell’esistenza e che nella religione ha il nome di Dio.