Noto scultore giapponese trova la fede studiando Antoni Gaudì

Testimonianza di Etsuro Sotoo al Meeting di Rimini

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RIMINI, lunedì, 22 agosto 2005 (ZENIT.org).- Etsuro Sotoo, uno scultore giapponese affascinato dalle opere dell’architetto spagnolo Antoni Gaudì, ha scoperto la fede cattolica lavorando alla cattedrale della Sagrada Familia di Barcellona.



Domenica 21 agosto lo scultore, molto famoso in Giappone, ha raccontato la sua esperienza al Meeting di Rimini nel corso di una conferenza dal titolo “Gli uomini finestra. La libertà nell’arte”.

Visitando Barcellona nel 1978, Sotoo rimase affascinato dalla Sagrada Familia, il capolavoro incompiuto di Gaudì, e chiese di poter restare a lavorare nella città spagnola come scultore.

“Per capire Gaudì bisognava sapere che cosa volesse fare con queste sculture, con quest’edificio tanto meraviglioso, che non è solamente un’opera d’arte”, ha raccontato.

“Cercavo di immedesimarmi in lui e interrogavo le pietre. Mi chiedevo cosa avrebbe fatto Gaudì al mio posto. Bisognava scoprire quello che c’era dietro a questa pietra”. Sotoo non ha trovato risposte a queste domande finchè non ha compreso che non doveva “guardare a Gaudì, bensì alla direzione in cui guardava Gaudì”.

Secondo l’artista giapponese l’imponenza della cattedrale, che sfida le leggi della gravità, non vuole rappresentare l’esibizione di orgogliosa potenza di un artista, bensì un’opera dedicata e sostenuta da Dio, al cui cospetto Gaudì si riteneva con umiltà collaboratore, non realizzatore finale, al punto da non voler imporre nemmeno un suo personale progetto.

Sotoo, che nel novembre 1989 ha chiesto il battesimo, ha affermato che dopo la conversione il suo modo di lavorare non è cambiato ma “è molto più facile e sicuro” e lo riempie di “gusto e libertà”.

“L’architettura di Gaudì – sostiene – indica, non obbliga, è una cosa umana. E’ così anche il cammino di Gesù. Gesù non ci obbliga a fare però ci guida. E allora possiamo essere molto più felici e molto più sicuri”.

Etsuro Sotoo ha concluso il suo intervento al Meeting di Rimini affermando che “l’artista, come diceva Gaudì, con la sua opera collabora alla creazione di Dio e così libertà e felicità sono possibili. Questa è l’unica vera strada da seguire per l’uomo”.

Nel corso dell’incontro, il poeta francese Jean-Pierre Lemaire ha spiegato che “l’uomo finestra è colui che riesce ad intuire il senso della realtà e che è in grado di trasmetterlo ad altri”.