Nulla può resistere alla potenza risanante del Vangelo

Il cardinale Giuseppe Betori ha parlato di coraggio e fedeltà per un vero umanesimo

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 9 ottobre 2012 (ZENIT.org).- Ad intervenire in Aula è stato oggi anche il cardinale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori. Riprendiamo le sue parole.

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Come Gesù fu attento conoscitore della vita del suo tempo, così oggi la Chiesa deve volgersi alla cultura contemporanea, certa che nulla può resistere alla potenza risanante del Vangelo. Lo mostra la vicenda della Chiesa nel mondo antico, come anche l'ispirazione di fede che animò il rinnovamento della cultura tra la fine del medioevo e l'inizio dell'era moderna. Si tratta di ascoltare e comprendere il mondo, senza alcuna sudditanza: la parola di Dio giudica il mondo. 

Basilio Magno - riferendosi al coltivatore di sicomori, che rende commestibile il frutto incidendolo prima di coglierlo - leggeva l'incontro tra la fede e la cultura al suo tempo come una incisione che rendeva questa sana, valida. A Basilio fece riferimento l'allora card. Joseph Ratzinger, che commentò: "L'evangelizzazione non è un semplice adattarsi alla cultura, ovvero un rivestirsi con elementi della cultura nel senso di un concetto superficiale di inculturazione [...] No, il Vangelo è un taglio - una purificazione, che diviene maturazione e risanamento”. (dall’intervento dell’allora Card. Joseph Ratzinger al convegno sulla Comunicazione e Cultura: Nuovi percorsi per l’Evangelizzazione nel Terzo Millennio del 9 novembre 2002). Il taglio è dato proprio dall'intima essenza della fede, dai suoi misteri, da cui il pensiero umano ha tratto alimento per sostanziali sviluppi.

Evangelizzare richiede di promuovere consapevolezza e accoglienza delle culture d'oggi, un atteggiamento disponile a cui però unire coraggio e fedeltà nel mostrare la forza risanante della parola della fede per un vero umanesimo.

Una strada significativa di questo rapporto tra fede e cultura è quella della bellezza e quindi dell'arte che ne è la matrice umana.