Nuovo centro di spiritualità dei frati cappuccini a Gerusalemme

Inaugurato il 28 settembre con il nome “Io sono la luce del mondo”

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GERUSALEMME, mercoledì, 6 ottobre 2010 (ZENIT.org).- I frati cappuccini hanno aperto un nuovo centro di spiritualità a Gerusalemme chiamato “Io sono la luce del mondo”, ha reso noto la loro Curia Generalizia.



Il Nunzio Apostolico Antonio Franco, il Patriarca latino di Gerusalemme monsignor Fouad Twal, il Patriarca emerito Michel Sabbah, il Custode di Terra Santa Pierbattista Pizzaballa, il Ministro Generale dei Cappuccini Mauro Jöhri e il Vescovo della Diocesi di Bergamo monsignor Francesco Beschi hanno assistito all'inaugurazione, avvenuta il 28 settembre.

La nuova casa non è un centro di pellegrinaggio, ma piuttosto un luogo per i frati cappuccini che studiano in istituti biblici o seguono altri corsi a Gerusalemme e per gruppi o persone che soggiornano nella città per motivi di formazione spirituale.

“Io sono la luce del mondo” offre assistenza spirituale a sacerdoti, religiosi, catechisti e agenti di pastorale che stanno assistendo a seminari o a corsi specializzati.

Nel giardino della casa sono stati piantati dieci ulivi come segno di riconoscimento e gratitudine nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato con dedizione, impegno e passione per creare questo centro.

La storia della casa risale al 1930, quando i frati cappuccini, esortati dall'invito dell'Arcivescovo Luigi Barlassina, allora Patriarca, decisero di costruire un convento nella zona ebraica di Gerusalemme.

L'idea era che servisse come luogo di accoglienza per i fratelli che visitavano la città e per i giovani che vi svolgevano studi biblici o seguivano un altro tipo di formazione.

Il progetto, tuttavia, non si concretizzò perché i Cappuccini dovettero abbandonare Gerusalemme durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo Stato utilizzò poi parte della proprietà per farne un ospedale psichiatrico.

Il vecchio progetto è tuttavia tornato in auge negli anni Novanta ed è stato completato grazie alla significativa collaborazione di un architetto di Bergamo per il restauro dell'edificio, agli instancabili sforzi dei frati cappuccini e al sostegno di innumerevoli benefattori.