Nuovo video delle suore di Maaloula: le religiose usate come merce di scambio

In un filmato diffuso ieri dalla tv di Al Jazeera, le suore rapite a dicembre non parlano; una voce fuori campo chiede la liberazione di tutti i detenuti in Siria

Roma, (Zenit.org) Redazione | 503 hits

Dopo mesi di silenzio, riappaiono le suore di Maaloula. La televisione di Al Jazeera ha diffuso ieri pomeriggio un nuovo video che mostra le religiose, rapite nel dicembre scorso, sedute e in silenzio, mentre una voce fuori campo chiede la liberazione di tutti i detenuti in Siria.

Le suore di Maaloula, la cittadina cristiana a 55 km a nord di Damasco, erano scomparse il 2 dicembre scorso dal monastero greco-ortodosso di santa Tecla e - come ricorda l'agenzia AsiaNews - finora le uniche notizie certe riguardavano il loro trasporto a Yabroud, più a nord, da un gruppo di ribelli.

In un video, pubblicato sempre dalla tv del Qatar lo scorso 6 dicembre, le religiose dicevano di non esser state rapite, ma trasportate fuori da Maaloula per sfuggire ai bombardamenti per garantire la loro sicurezza e che sarebbero ritornate dopo due giorni.Nel filmato di ieri, invece, le suore non parlano; l'unico audio proviene da una voce fuori campo che afferma che "esse dicono di stare in buona salute, non sono state maltrattate e attendono di essere liberate per ritornare nel loro monastero". La voce non dice nulla del luogo in cui le suore risiedono attualmente, ma le definisce "rapite" e afferma che fra loro vi sono "siriane e libanesi".

Le accuse dei media siriani avanzate con il video di dicembre di usare le suore come scudo umano, hanno ricevuto ora una chiara conferma: i ribelli vogliono utilizzare le religiose come merce di scambio. Nell'ultima sequenza del video di ieri - informa ancora AsiaNews - la voce fuori campo dice che "le suore ringraziano tutti coloro che cercando di ottenere la loro liberazione e domandano la liberazione di tutti i detenuti".

In precedenza il loro rapimento era stato rivendicato dalle brigate islamiste di Ahrar al-Qalamoun che, in cambio del loro rilascio, domandavano la liberazione di "mille donne siriane detenute nelle prigioni del regime siriano". Numerosi appelli dal mondo hanno chiesto la liberazione delle suore: Papa Francesco, in primis,  e poi i vescovi ortodossi, le autorità libanesi e l'emiro del Qatar. Finora, però,non si è giunti a nessun risultato.