OGM: minaccia o speranza?

Dibattito etico-scientifico a San Marino sulle biotecnologie vegetali

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SAN MARINO, lunedì, 21 aprile 2008 (ZENIT.org).- La ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione delle biotecnologie vegetali sono la soluzione e non il problema dell’approvvigionamento alimentare.

Così si è concluso il convegno organizzato domenica 20 aprile dalle Giunte di Castello di San Marino sul tema “OGM: minaccia o speranza?”.

All’apertura dei lavori monsignor Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, ha invitato ad “allargare gli spazi della ragione” ed ha sottolineato “la necessità di mettere la cultura a servizio del bene comune”.

Secondo il Vescovo, “la solidarietà ha una radice teologica nella carità”, per questo “scienza e tecnologia servono all’uomo per dialogare rettamente con la natura”.

Padre Gonzalo Miranda, docente di Bioetica all’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”, ha spiegato come la dottrina sociale della Chiesa, già nella Gaudium et Spes, indichi nella promozione e utilizzo della scienza il compito dell’umanità per l'edificazione del regno di Dio sulla terra.

In merito agli OGM (organismi geneticamente modificati) il docente dell’APRA ha riportato quanto discusso nel convegno svoltosi nel 2003 al Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, in cui i benefici delle biotecnologie vegetali vennero analizzati alla luce dell’insegnamento della dottrina sociale.

In merito agli OGM la Santa Sede ha prodotto due studi dettagliati della Pontificia Accademia per la Vita e della Pontificia Accademia delle Scienze, che spiegano i limiti e i vantaggi delle biotecnologie.

Luigi Rossi, Direttore del Dipartimento Biotecnologie dell’ENEA, ha mostrato come le tecniche di miglioramento genetico siano presenti in tutta la storia dell’agricoltura.

Rossi ha poi precisato quanto siano importanti le biotecnologie per migliorare la qualità delle piante, ed ha sottolineato come l’incremento della produttività favorisce l’ambiente perché permette di utilizzare gli spazi agricoli per altri usi.

Il professor Giorgio Cantelli Forti, Presidente del Polo scientifico-didattico di Rimini, ha spiegato come attraverso la selezione genetica sia possibile produrre elementi più salubri.

Il noto tossicologo ha denunciato l’inquinamento informativo sugli OGM, che impedisce alle persone di conoscere le argomentazioni scientifiche sulla questione.

Antonio Gaspari, Presidente dei Cristiani per l’Ambiente, ha rilevato l’enorme potenziale degli OGM per lo sviluppo dei Paesi poveri, in particolare dell’Africa.

L’utilizzo di sementi che crescono anche su terreno duro, ha rilevato, richiede una bassa o nessuna dose di antiparassitari, e produce di più e meglio; inoltre, in questo modo è possibile realizzare una rivoluzione verde in Africa, sfamando milioni di persone, ora ridotte al sottosviluppo.

Nel corso del convegno è stato ricordato che nel pianeta sono 12 milioni i contadini che utilizzano già sementi OGM. Di questi 11 milioni vivono in Paesi poveri.

A concludere i lavori è stato Federico Vecchioni, Presidente di Confagricoltura, il quale ha ringraziato per la coraggiosa iniziativa i Capitani di Castello, ed ha invitato il governo italiano a rispondere con responsabilità alle necessità agricole e alimentari del Paese, offrendo l’opportunità di partecipare alla rivoluzione verde che le biotecnologie vegetali stanno operando nel mondo.

E' stata inoltre proposta la creazione di un centro di ricerca agricola ambientale a San Marino che possa operare ricerche sulle biotecnologie e provare le sperimentazioni in campo.