Ogni bambino che nasce è un dono di gioia e di speranza

Papa Francesco ha battezzato 32 neonati e prima dell'Angelus confessa che gli piace tanto battezzare perché ogni battezzato è un prodigio della fede e una festa per la famiglia di Dio

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 583 hits

Nel giorno della festa del Battesimo del Signore, dopo aver battezzato in mattinata trentadue neonati, papa Francesco ha detto: “Ringrazio con voi il Signore per queste creature e per ogni nuova vita. A me piace battezzare bambini. Mi piace tanto! Ogni bambino che nasce è un dono di gioia e di speranza, e ogni bambino che viene battezzato è un prodigio della fede e una festa per la famiglia di Dio”.

Nella usuale riflessione prima della preghiera dell’Angelus, il Pontefice ha ricordato che quando Giovanni battezzò Gesù sulle rive del fiume Giordano “si aprirono per lui i cieli” (Mt 3,16).

Secondo il Vescovo di Roma quel battesimo realizza le profezie, perché il profeta Isaia ha scritto “Se tu squarciassi i cieli e scendessi!” (Is 63,19).

Facendo riferimento alla concretezza della Parola, papa Francesco ha rilevato che “Se i cieli rimangono chiusi, il nostro orizzonte in questa vita terrena è buio, senza speranza. Invece, celebrando il Natale, la fede ancora una volta ci ha dato la certezza che i cieli si sono squarciati con la venuta di Gesù”.

In questo contesto la nascita ed il battesimo di Gesù sono manifestazioni che segnano “l’inizio del grande tempo della misericordia”.

Mentre il peccato aveva chiuso i cieli, elevando come una barriera tra l’essere umano e il suo Creatore. “Con la nascita di Gesù – ha ripetuto il Papa - i cieli si aprono!”

I cieli aperti - ha spiegato il Papa –, sono la garanzia di un amore indistruttibile che Dio ci dà nel Cristo. Cieli aperti che sono stati visti dai pastori di Betlemme, dai Magi d’Oriente, dal Battista, dagli Apostoli di Gesù, e da santo Stefano, il primo martire, che esclamò: “Contemplo i cieli aperti!” (At 7,56).

Se ci lasciamo invadere dall’amore di Dio, ha suggerito il Papa, “è possibile vivere il tempo della misericordia!” perché – ha ribadito - “Non dimenticatelo: questo è il grande tempo della misericordia!”

Il Vescovo di Roma ha spiegato che Gesù, il senza peccato, accettò il battesimo per condividere la nostra condizione umana di povertà, perché “condividere è il vero modo di amare. Gesù non si dissocia da noi, ci considera fratelli e condivide con noi. E così ci rende figli, insieme con Lui, di Dio Padre. Questa è la rivelazione e la fonte del vero amore. E questo è il grande tempo della misericordia!” 

Il Papa ha chiesto al popolo festante in piazza San Pietro: “Non vi sembra che nel no­stro tempo ci sia bisogno di un supplemento di condivisione fraterna e di amore? Non vi sembra che ab­biamo tutti bisogno di un supplemento di carità?”

“Una carità – ha precisato - che condivide, che si fa carico del disagio e della sofferenza del fratello”.

Solo così - ha ribadito papa Francesco -, la vita acquista sapore, quando, cioè, ci si lascia inondare dall’amore di Dio!

“Chiediamo alla Vergine Santa – ha concluso il Pontefice - di sostenerci con la sua intercessione nel nostro impegno di seguire Cristo sulla via della fede e della carità, la via tracciata dal nostro Battesimo”.