Ogni peso gettatelo in me

Dio ci invita a non trattenere gli "impicci" per scuotere dall'animo ogni affanno che toglie serenità

Roma, (Zenit.org) Andrea Panont, O.C.D. | 213 hits

Nell’orario in cui i bambini escono dalla scuola, dal cortile vedo uscire un bambino che, per poter avere le spalle e le mani libere, consegna immediatamente alla mamma lo zainetto. Poteva, così leggero, trotterellare, saltellare e raccontare alla mamma, in piena scioltezza, tutte le sue vicende con la maestra e i compagni di scuola.

Mi fermo al campetto sportivo del paese, dove giocavano dei bambini; vedo Corino, di quattro anni, imbacuccato per il freddo; teneva rigorosamente la mano della mamma. Invitato a giocare s’accorge che i suoi movimenti sono impediti dai vestiti invernali. Di corsa ritorna ai bordi del campo dove si libera degli impicci gettando letteralmente sulla mamma la giacca a vento, la sciarpa e gli occhiali.

A Villa Borghese mi è capitato di vedere un piccolo ciclista cadere … e subito il nonno, già carico dello zainetto, caricarsi della bici e del caschetto del piccolo per riprendere la via del ritorno.

Solo se si è bambini si fa così con naturalezza, sicuri del proprio diritto nei riguardi della mamma e di chi ti vuol bene.

Ero a caccia di paragoni per capire e riuscire a spiegare cosa volesse dire Dio invitandoci a “gettare in Lui ogni preoccupazione”. Ci invita a non trattenere gli “impicci” per liberarci da ogni peso che rallenta il cammino, per scuotere dall’animo ogni affanno che toglie serenità di rapporto con il prossimo e con Dio stesso.

Con queste scenette mi sono sentito ben servito. 

Ciao da p. Andrea

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