“Operazione Peter Pan”, un progetto per salvare gli orfani di Haiti

Sarà guidato dall'Arcidiocesi di Miami

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di Carmen Elena Villa



MIAMI, venerdì, 22 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Dopo il devastante terremoto avvenuto ad Haiti il 12 gennaio scorso, migliaia di bambini vagano da soli per le vie di Port-au-Prince senza una meta né un adulto che si occupi di loro.

Per questo motivo, l'Arcidiocesi di Miami sta organizzando una campagna per aiutare queste piccole vittime. Si tratta dell'operazione “Peter Pan”, che cerca di trasferire negli Stati Uniti con visti umanitari i bambini haitiani una volta che si sia verificato che sono rimasti orfani a causa del terremoto.

Si vuole anche aiutare i bambini rimasti feriti, fornire loro un'adeguata assistenza medica e far sì che possano riunirsi presto alle loro famiglie. L'approvazione finale del progetto dipende ora dall'Amministrazione di Barack Obama.

La stessa operazione si è realizzata a Cuba

L'operazione “Peter Pan” consiste in un movimento simile a quello realizzato dalla stessa Arcidiocesi tra il 1960 e il 1962, quando dopo il trionfo della Rivoluzione di Cuba Miami ricevette circa 14.000 bambini provenienti dall'isola.

La cubana Eloísa Echazábal è stata una delle beneficiarie di questo progetto. E' arrivata a Miami quando aveva 13 anni. “La bontà degli estranei è ciò che ti aiuta ad andare avanti”, ha detto al quotidiano New Herald di Miami. “Lo sappiamo bene, e noi possiamo essere degli estranei per questi poveri bambini, che sono come eravamo noi molto tempo fa”.

Dal canto suo, il direttore delle “Carità cattoliche” Richard Turcotte ha affermato che l'idea di ripetere l'operazione “Peter Pan” è nata vedendo le immagini di una bambina morta nel terremoto. “Quando abbiamo visto quella foto abbiamo capito che la nostra vita non era più nostra”, ha dichiarato. “Sappiamo che dobbiamo servire i nostri fratelli e le nostre sorelle ad Haiti”.

Turcotte ha segnalato in alcune dichiarazioni alla stampa che “la reazione è stata schiacciante”, e che da quando è stato reso noto il progetto i telefoni dell'Arcidiocesi “non hanno smesso di squillare”, soprattutto da parte dei cubani che 50 anni fa arrivarono negli Stati Uniti.

Per questa ragione, l'Arcidiocesi vuole istituire un ufficio che si incarichi esclusivamente di rispondere alle chiamate e ai messaggi di posta elettronica delle persone interessate a partecipare a questa iniziativa.

Secondo Turcotte, vari legislatori federali e statali, così come molti cittadini statunitensi, hanno offerto la propria casa per ospitare o adottare i bambini di Haiti, che all'inizio sarebbero alloggiati in sistemazioni temporanee.

“Per l'enormità di quanto è successo ad Haiti, è una priorità portare questi bambini orfani negli Stati Uniti”, ha detto Randolph McGrorty, direttore esecutivo dei Servizi Legali Cattolici (CLS) durante una conferenza stampa nella quale è stato reso noto il progetto.

Il Governo statunitense ha inoltre annunciato questo mercoledì la sospensione di tutti i rimpatri ad Haiti di immigrati illegali del Paese.


[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]