"Otri nuovi" per uscire da questa crisi materiale e spirituale!

È tempo di passare alla novità  di Dio, rinnovandosi dentro ogni giorno

Catanzaro, (Zenit.org) Egidio Chiarella | 477 hits

Il cristiano deve avere una visione universale del mondo, perché in lui c’è la luce del Signore. È lui la sola vera “lettera” di Dio al mondo, ma anche la vera interpretazione, il vero significato, la più alta verità e carità della volontà del Padre. San Paolo, nella seconda lettera ai Corinti, scrive che basta leggere la vita del vero cristiano, per conoscere la verità della giustizia e dell’amore più santo, divino, umano, soprannaturale: “…La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini…”. L’uomo che vive nello Spirito Santo deve saper gestire la sua libertà, come rispettare i comandamenti che limitano in apparenza il suo comportamento. Regole restrittive date all’uomo per tutelarlo e non certo per privarlo della sua autonomia. Precetti dettati per non fare il male, mentre il bene rimane nella piena libertà di ognuno.

C’è un equilibrio cosmico nel creato, che si può penetrare e contenere dentro di sé, ma che si può anche ignorare, subendo e pagando conseguenze individuali o in comune. Il vangelo è il regolatore nelle mani dell’essere umano, per modellare il mondo nella sapienza di Cristo Gesù. Le sue parabole rivelano la verità, in un tempo in cui i farisei erano contro ogni equilibrio spirituale e sociale, perché pieni di sé e della propria prepotenza culturale. Essi proclamavano solo a parole l’avvento del Messia, ma volevano che l’uomo fosse in attesa perenne, per essere sempre loro il verbo di riferimento più alto.

Quanti gravi danni! Rovine che si ripetono anche oggi. In questo tempo di crisi l’uomo viene fuori nelle sue corruzioni più alte e nella sua peggiore miseria interiore, più che nella sua intatta intelligenza e sano equilibrio. Si candida così ad essere sotterrato dal peso quotidiano delle sue stesse ingiustizie sociali, nascoste dietro gli effetti speciali di una società capace di ubriacare il mondo, pur di far emergere la falsità. Come ne usciremo?  Tutti confidiamo in Papa Francesco! Ma ognuno di noi, che si dice credente, non deve forse, ancora di più, nel suo ruolo privato e pubblico, diventare specchio del Signore sulla terra? Che succederà se si andrà dietro al Papa, che sta aprendo in modo nuovo la Chiesa all’esterno, solo perché attratti dal suo carisma? Se non si crederà nei propri talenti, grandi e piccoli che siano, rimanendo passivi a tale cambiamento? Non avremo perciò tradito la nostra missione di cristiani, quale “lettera” di Dio al mondo? Dobbiamo essere uomini nuovi con pensieri nuovi.

In Marco leggiamo: “E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!”. Ma chi rende nuovo l’uomo? Rispondo, come faccio spesso, con un’espressione della mia guida spirituale, mons. Costantino di Bruno: “Chi ci rende nuovi è l’acquisizione della vera sapienza, frutto in noi dello Spirito Santo. Ma lo Spirito del Signore non viene a noi sempre per via immediata, diretta, dal Cielo nel nostro cuore. Viene quasi sempre per via indiretta. Viene attraverso la via di Cristo Gesù, che oggi è la via della Chiesa, via del cristiano. È il cristiano oggi la luce di sapienza e di vera intelligenza per il mondo intero”.

È proprio Gesù che però ci avverte e ci fa capire la responsabilità che abbiamo come cristiani!  Se la luce che è in noi dovesse diventare tenebra, grande sarà la nostra oscurità interiore e il mondo rimarrà nel buio dell’insipienza e della stoltezza. Oggi è così. Questo Papa, mandato dallo Spirito Santo, si trova dinnanzi a degli scenari terribilmente tenebrosi e perduti! Ma il suo sorriso e la sua azione pastorale sono più forti del male che ci circonda! Che ognuno faccia allora la sua parte per svegliare l’uomo e renderlo protagonista della storia. È il cristiano oggi l’otre nuovo che deve dare al mondo il vino nuovo dello Spirito Santo. Lo attinga dalla Chiesa e da Dio, ascoltando e pregando, elevandosi in dottrina e grazia. Solo così avremo uomini nuovi capaci di ascoltare l’altro, senza chiudersi nella proprie convinzioni.

Incapacità naturale, questa, di aprirsi al fratello, creando il feticcio dell’individualismo a tutti costi. Modello che alla fine cade dinnanzi all’impossibilità di entrare nella vera natura cristiana, quale comunione dei cuori. Di fatto si rinuncia al pensiero universale, per salvare solo il parziale. È tempo di passare alla novità di Dio, rinnovarsi dentro ogni giorno e togliere la fuliggine che copre le nostre certezze intoccabili, riattivando così pensieri nuovi. Se non operiamo questa rivoluzione tarderemo il cambiamento. La nostra vecchia natura farà riemergere, ritingendolo, quanto già acquisito, falsificando la storia che passa da noi. Il pensiero di Dio, con la venuta di Cristo Gesù, è come il vino nuovo che ha bisogno degli otri nuovi, per ben maturare. Solo uomini nuovi possono far propri nuovi pensieri rivelati dalla Parola, aiutandoci saggiamente ad uscire da questa difficile crisi materiale e spirituale!

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