Ottimismo dopo il primo incontro a Mosca della commissione di Ortodossi e Cattolici

Il terreno sociale si rivela ambito di collaborazione

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MOSCA, lunedì, 31 maggio 2004 (ZENIT.org).- “Nonostante le grandi difficoltà, in questo ultimo periodo nelle relazioni tra le nostre Chiese abbiamo registrato qualche cambiamento in positivo”, afferma un comunicato diffuso dal segretario della Conferenza Episcopale russa, padre Igor Kowalevski, dopo il primo incontro del gruppo di lavoro congiunto per la soluzione di questioni specifiche tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica, tenutosi il 5 e il 6 maggio scorsi.



Questa commissione è il frutto della visita dello scorso febbraio a Mosca da parte del cardinal Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il quale si è recato nella capitale russa, su invito della Conferenza dei vescovi cattolici della Federazione russa e “per esprimere la mia alta stima verso la Chiesa ortodossa russa, la sua tradizione e ricca eredità spirituale”, come dirà al suo arrivo.

La proposta di creare il gruppo di lavoro congiunto è sorta durante la riunione tenuta il 19 febbraio dal porporato con il metropolita di Smolensk e Kaliningrad, Kirill, Presidente del Dipartimento per i rapporti ecclesiastici esteri del Patriarcato ortodosso di Mosca.

L’arrivo del cardinale e Mosca era stato preceduto dalla diffusione, da parte del Patriarcato di Mosca, delle critiche delle Chiese ortodosse all’istituzione di un Patriarcato greco-cattolico in Ucraina. Proibita sotto il regime di Stalin, la Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina, che mantiene la tradizione e la liturgia orientali ma è fedele a Roma, sta sperimentando una forte crescita dopo la caduta del comunismo.

Il patriarca ortodosso di Mosca Alessio II ha anche manifestato la sua opposizione alla decisione di Giovanni Paolo II di erigere durante il 2000 quattro diocesi.

Tra le preoccupazioni comuni della Chiesa cattolica e di quella ortodossa, c’è la difesa dei valori cristiani nel contesto della redazione del Trattato costituzionale europeo.

Tra le questioni che devono essere affrontate dalla commissione – la parte cattolica è guidata da padre Kowalevski, quella ortodossa dall’arciprete Vsevolod Chaplin, del Dipartimento per i rapporti esteri del Patriarcato di Mosca – le accuse di proselitismo che gli Ortodossi rivolgono ai Cattolici.

Da parte cattolica, è stato spiegato che la commissione non può essere considerata come una sorta di “tribunale” – secondo quanto raccolto dal quotidiano italiano “Avvenire” (26 maggio 2004) -, ma che deve servire per far maturare la comprensione che è la premessa di qualunque codice di comportamento.

Da parte ortodossa – afferma nella sua nota padre Kowalevski -, è stata riconosciuta l’esistenza di “esperienze positive di collaborazione, che possono far risplendere la pace di Cristo nel mondo di oggi”.

“Insieme - continua il segretario della Conferenza episcopale - siamo dunque arrivati alla conclusione che è assolutamente necessaria una maggiore conoscenza reciproca e anche una più stretta cooperazione e collaborazione, soprattutto nelle attività sociali».

Cattolici e Ortodossi si sono mostrati d’accordo anche sull’invito ad evitare interventi nei mezzi di comunicazione che possano alimentare tensioni.

In questo primo incontro del gruppo congiunto si è messo in moto “uno studio concreto del problema del proselitismo – vero o presunto – con la partecipazione dei diretti interessati”, ha dichiarato ad “Avvenire” Anatoly Krasikov, direttore del Centro di studi socioreligiosi dell’Istituto Europeo dell’Accademia Russa delle Scienze e Presidente onorario della Sede Eurasiatica dell’Associazione Internazionale per la Libertà Religiosa.

Secondo Krasikov, l’arciprete Chaplin ha riconosciuto che i Cattolici lavorano in Russia in piena conformità con la Costituzione e le leggi del Paese, anche se ha aggiunto che le Chiese cristiane non possono agire come se fossero imprese private in competizione tra di loro.

“Dobbiamo stabilire regole certe e vincolanti – avrebbe affermato padre Chaplin secondo quanto riferito da Krasikov – per il lavoro missionario e dividerne le sfere”.

Il direttore del Centro di studi socioreligiosi ha aggiunto poi che padre Kowalevski ha dichiarato che “l’inverno è già passato, ma che siamo ancora nella stagione del disgelo” e che la Chiesa cattolica è cosciente del fatto che la Russia non è come una remota regione africana, dove nessuno ha mai sentito parlare di Cristo.

"Siamo stati, rimaniamo e saremo qui sempre una minoranza confessionale – avrebbe riconosciuto sempre padre Kowalevski -. Abbiamo forse commesso qualche errore in passato, ma non si trattava di proselitismo".

Nel frattempo, l’ambito sociale si sta sviluppando come terreno di incontro. Nella riunione, infatti, si è parlato dell’opera caritatevole delle religiose cattoliche, che hanno organizzato a Mosca un orfanotrofio per i bambini ritenuti “difficili” e li accompagnano nella preghiera in una chiesa ortodossa.

E’ anche emerso il lavoro della Caritas russa, che presta aiuto ai bisognosi senza distinzione di confessione, o il caso del Collegio Biblico Teologico San Tommaso di Mosca, dove l’insegnamento è affidato senza discriminazioni a professori cattolici e ortodossi, un fatto che “da tempo non stupisce più nessuno”, ha detto Krasikov.

Si è anche ricordato che nella regione di Yaroslav funziona un centro cattolico per la riabilitazione medica dei tossicodipendenti. “Di comune accordo l'assistenza religiosa vi sarà assicurata dai sacerdoti ortodossi”, ha affermato.

La seconda riunione del gruppo di lavoro congiunto per la soluzione di questioni specifiche tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica è prevista per settembre.