P. Lombardi: il Sud Sudan possa iniziare “una nuova storia nella pace”

Il portavoce vaticano commenta la nascita del 54° Stato africano

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CITTA' DEL VATICANO, domenica, 10 luglio 2011 (ZENIT.org).- Che il neonato Sud Sudan possa iniziare “una nuova storia nella pace” è l'augurio di padre Federico Lombardi, S.I., direttore della Sala Stampa vaticana, di fronte alla nascita del 54° Stato africano, avvenuta con la dichiarazione ufficiale di indipendenza questo sabato, 9 luglio.

Nell'editoriale dell'ultimo numero di “Octava Dies”, settimanale del Centro Televisivo Vaticano, il portavoce della Santa Sede richiama innanzitutto le parole che Papa Giovanni Paolo II pronunciò il 10 febbraio 1993 durante una visita alla capitale sudanese Khartoum.

“I sudanesi, liberi nelle loro scelte, possano trovare la formula costituzionale che permetta loro di superare le contraddizioni e le lotte nel rispetto della specificità di ogni comunità”, auspicava.

“E’ difficile non pensare a tutte le preghiere e le sofferenze di coloro che sono colpiti dalla guerra che si protrae in questa terra, specialmente nel Sud”, aggiungeva riferendosi alla guerra civile che ha tormentato il Sudan per due decenni. “I venti di cambiamento che stanno soffiando nell’Africa esigono delle nuove strutture di organizzazione economica e politica, strutture che rispettino veramente la dignità umana e i diritti umani”.

In quel discorso, osserva padre Lombardi, Papa Wojtyła “affrontava con il consueto straordinario coraggio davanti ai governanti i temi drammatici della giustizia e della libertà” ed “era accolto con incredibile entusiasmo da un’immensa folla di sudanesi cattolici, per la gran parte sfollati dal Sud, in fuga dalle violenze di una guerra civile senza tregua”.

“Sono passati 18 anni, si calcola che due milioni di persone siano morte e quattro sfollate, ma ora si spera che la guerra sia veramente finita e che la nuova Repubblica del Sud Sudan, voluta a schiacciante maggioranza dai suoi abitanti, possa iniziare una nuova storia nella pace”, sottolinea il portavoce vaticano, ricordando che “i rappresentanti del Papa e il Segretario delle Nazioni Unite, Vescovi di diversi Paesi e Capi di Stato sono raccolti a Juba per la proclamazione dell’indipendenza”.

Papa Benedetto XVI ha infatti inviato una delegazione a Juba, capitale del nuovo Stato del Sud Sudan, in occasione della dichiarazione di indipendenza (cfr. ZENIT, 8 luglio 2011).

“Nonostante le sue risorse”, riconosce padre Lombardi, il Sud Sudan “sarà all’inizio uno dei Paesi più poveri del mondo” e “dovrà affrontare problemi difficilissimi per la sua unità interna”, “ma i suoi abitanti sperano – e tutti noi con loro – di poter costruire un futuro di libertà e di pace”.

“La misteriosa e straordinaria vitalità dei popoli del Sudan – esplosa quella sera a Khartoum intorno a Giovanni Paolo II – non si è esaurita, ma ha bisogno di una solidarietà internazionale ed ecclesiale concreta e forte per poter fiorire – conclude il portavoce vaticano –. Non facciamola mancare”.