PACS e unioni gay, il mondo cattolico mobilitato contro lo stravolgimento della famiglia

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ROMA, giovedì, 18 gennaio 2006 (ZENIT.org).- All’annuncio che l’attuale maggioranza parlamentare si starebbe preparando a varare una legislazione per il riconoscimento delle unioni civili, sul modello dei PACS e dei matrimoni gay, il mondo cattolico ha lanciato una mobilitazione per spiegare e ribadire che la famiglia così come indicata dalla Costituzione è la vera priorità sociale.



A questo proposito il “Forum delle Famiglie” (http://www.forumfamiglie.org/index.php) ha annunciato un documento dal titolo “Sì alla famiglia, la vera priorità sociale”, che costituirà la base su cui sviluppare una vera e propria mobilitazione nazionale contro ogni ipotesi legislativa di una equiparazione delle unioni civili con la famiglia fondata sul matrimonio.

Secondo il Forum si tratta di una mobilitazione a cui dovrebbero prendere parte non solo le 41 associazioni che aderiscono al Forum e che rappresentano complessivamente oltre tre milioni di famiglie, ma anche larga parte del mondo cattolico e non solo, sul modello della trasversalità che ha portato all’approvazione della legge 40 e alla sua difesa nel referendum.

Sullo stesso tono è anche la lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio, ai
Ministri, agli Onorevoli Deputati e Senatori, da parte dei responsabili del sito “Bioetica e Famiglia” (www.bioeticaefamiglia.it).

Nella lettera intitolata “Pacs : lo strano affare dei diritti senza doveri” gli animatori del sito Bioetica e famiglia spiegano che un disegno di legge che riconosca valore giuridico pubblico alle unioni di fatto, cioè a coppie eterosessuali conviventi e non sposate, ma anche a coppie omossessuali conviventi “non è un bene per l’Italia”.

I promotori di “Bioetica e Famiglia” hanno poi scritto che “un uomo e una donna non sono famiglia per il solo fatto di essere eterosessuali, ma perché decidono di unire le loro vite, non solo i loro corpi, e quindi se ne prendono la responsabilità pubblica (il matrimonio) assumendo dei precisi doveri che gli articoli di legge ricordano e godendo di alcuni diritti che provengono dalla loro scelta”.

Con le nuove proposte, si legge ancora nella lettera, in realtà si sta proponendo una cultura che “rifiuta i doveri e le responsabilità del matrimonio” e che punta a sostituire la procreazione con i “deliri dell’uomo artificiale”.

Intervistata da ZENIT, Adele Ceramico Stenta, Presidente di “Bioetica e Famiglia”, ha spiegato che “la Lettera è aperta a chiunque voglia sottoscriverla sia privato che associazione o gruppo, (http://www.bioeticaefamiglia.it/pacs.htm) e che l'obiettivo dell'iniziativa è quello di sensibilizzare le coscienze su questo argomento”.

La Presidente di "Bioetica e famiglia" ha spiegato che il sito è nato nel 2003 con il fine di trasmettere l'amore per la vita umana, la sua tutela in ogni stadio essa si trovi, dal concepimento alla sua morte maturale, e per ll'unità della famiglia.

La signora Stenta, sposa e madre di tre figli ha raccontato che “poco prima del sito era già nata la Mailing List, con lo stesso nome. Un pò alla volta ci siamo accorti, mio marito e io, che arrivavano e-mail che chiedevano spiegazioni, consigli, indirizzi di Centri specializzati a cui rivolgersi ed arrivavano anche storie personali di dolore e sofferenza per la mancanza di un figlio, o di dolore per problemi familiari col coniuge”.

“Durante il Referendum sulla Legge 40/04 relativa alla Fecondazione assistita questo sito ha fatto battaglie anche notturne per rispondere sia alle e-mail che chiedevano spiegazioni, sia a quelle che criticavano, con la cura di essere sempre in linea con il Magistero della Chiesa”, ha raccontato.

“Il Nostro motto – ha sottolineato la signora Stenta – è ‘con la Chiesa, sempre!’”.

“Ad un certo punto – ha rivelato la Presidente di ‘Bioetica e Famiglia’ – ci siamo trovati a dover rispondere in media a più di 100 e-mail al giorno, ed ora fra quelle della Mailing List e quelle che arrivano in forma privata sui nostri account personali, in media riceviamo anche 500 e-mail al giorno!”.

Così si è pensato di allargare il sito trasformandolo in un portale: “E’ nata una ‘chat aiuto’ con la quale parliamo via internet con le persone che ne fanno richiesta e magari si ‘vergognano’ di scrivere un'e-mail o di parlare direttamente di persona dei loro problemi”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda la rete di assistenza, la signora Stenta ha precisato: “Siamo collegati col Centro di Bioetica del ‘Gemelli’ di Roma, al quale indirizziamo le persone con particolare bisogno di aiuto, e siamo noi stessi a metterli in contatto. Poi vi è anche un Forum di discussione in fase di sperimentazione”.

Tra i collaboratori di “Bioetica e Famiglia”, oltre ad esperti nelle materie specifiche, ci sono famiglie che con la loro esperienza di vita aiutano gli altri, anche con la preghiera. Ultimamente, si è trasformata in un'associazione di volontariato, aperta a quanti vogliono farne parte.