Padre Giovanni Mario Redaelli, nuovo Superiore Generale della Congregazione dei Padri “Dottrinari”

Si è appena concluso il 73° Capitolo Generale della Congregazione

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ROMA, martedì, 2 maggio 2006 (ZENIT.org).- Il 73° Capitolo Generale della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana (Dottrinari), riunito in Roma dal 20 al 30 aprile, ha eletto come Superiore Generale, padre Giovanni Mario Redaelli e come Consiglieri Generali e padri Josè Alves da Costa, Sergio La Pegna, Battista Previtali, Patrick Lo Buono.



Il Capitolo, collocandosi nell’imminenza delle celebrazioni per il quarto centenario della morte del Fondatore, il Beato Cesare de Bus (1607-2007), è stato chiamato a riflettere sul tema “Formati per l’Esercizio della Dottrina Cristiana, uniti nella vita fraterna”.

La Congregazione dei Padri Dottrinari è stata fondata dal Beato Cesare de Bus a L'Isle sur la Sorgue, nei pressi di Avignon, il 29 settembre 1592. Ordinato prete, padre Cesare decise di servire la Chiesa, dedicandosi completamente al ministero della predicazione e all’esercizio della dottrina cristiana.

La sua attività apostolica richiamò una tale attenzione che in poco tempo si formò attorno a lui un piccolo gruppo di persone (sacerdoti e un diacono) attratto dalla sua santità di vita dal suo zelo apostolico, dalle sue convinzioni e dal suo metodo catechistico.

Papa Paolo VI, nel discorso introduttivo al “Regina Coeli” del 27 aprile 1975 disse: “Abbiamo proprio ora proclamato la beatificazione, come sapete, di Cesare de Bus, d'un uomo di mondo, d'un uomo d'armi, d'un uomo di lettere, che, ‘nel mezzo del cammin di nostra vita’, si fa prete e si dà tutto, con alcuni compagni, chiamati poi i ‘Dottrinari’, all'insegnamento del catechismo ai fanciulli e al popolo, su l'esempio di S. Filippo Neri di S. Carlo Borromeo e di S. Pietro Canisio (1521-1597)”.

L’impegno catechistico di Cesare de Bus in favore dei “piccoli” è segnato da un nuovo metodo pedagogico in cui gradualmente coinvolge preti e laici, con l’intento di “fare catechismo insieme”, in unità di metodo e di spirito.

La sua metodologia innovativa per quel tempo e i mezzi da lui escogitati rendevano le catechesi attraenti e di facile comprensione: tavolette da lui steso dipinte con scene evangeliche, canti, poesie. Con linguaggio semplice, immediato e familiare, utilizzava abbondantemente la Parola di Dio, applicandola ai concetti e alle situazioni concrete.

La Congregazione, sorta nel solco del rinnovamento operato dal Concilio di Trento, trova conferma della sua vocazione nello spirito del Concilio Vaticano II. Il carisma del Fondatore e dei primi confratelli appare ben evidenziato già in una delle prime regole: “Siano tutti ben radicati nella Dottrina Cristiana e nella carità; […] tutta la perfezione della nostra Congregazione ha come fondamento queste due virtù”.

I Dottrinari, dunque, sono chiamati a vivere la vita fraterna in comunità in vista “dell’esercizio della Dottrina Cristiana”, cioè dell’annuncio della Parola di Dio mediante una catechesi accessibile, comprensibile e vicina alla vita dei destinatari.

La loro missione apostolica è, dunque, realizzata attraverso una catechesi accessibile, comprensibile e vicina alla vita dei destinatari; nel medesimo tempo, la vita fraterna in comunità e la pratica dei consigli evangelici costituiscono gli elementi inseparabili che caratterizzano la Consacrazione dei Padri Dottrinari, segno di una profonda unione con Cristo e la Chiesa.

La Congregazione, sopravvissuta a dolore vicende storiche, opera oggi in Italia, Francia, Brasile, India e Burundi.