Padre Giovanni Voltan, Superiore della nuova "Provincia italiana di sant'Antonio"

Il nuovo Ministro provinciale è stato eletto ieri dal Capitolo dei Frati minori conventuali, riunito in questi giorni a Camposampiero

Padova, (Zenit.org) | 957 hits

Padre Giovanni Voltan è il Superiore provinciale della nuova “Provincia italiana di sant’Antonio”. Fumata bianca ieri alle ore 16, al primo scrutinio, con 54 voti su 83 dei frati capitolari presenti. Questo la dice lunga sul clima di grande cordialità e serenità nell’assemblea capitolare, lontano anni luce da quello della politica litigiosa e inconcludente a cui stiamo assistendo. Padre Giovanni e padre Giancarlo Zamengo, parroco dell’Arcella, suo concorrente, hanno affrontato con serenità e grande umiltà l’evento che li ha visti protagonisti.

Come nel recente conclave, si è verificato che quando c’è lo Spirito Santo e l’autorità viene assunta nello spirito di servizio, c’è una marcia in più. Padre Giovanni si presenta con estrema semplicità: «Sono nato a Padova il 12 gennaio 1962. Nel 1973 sono entrato nel seminario minore dei Frati Minori Conventuali a Camposampiero. Dopo le medie e il ginnasio, a 20 anni ero novizio presso la Basilica del Santo e ho emesso la professione temporanea dei voti (8 settembre 1982). Son seguiti gli studi filosofico-teologici presso l’Istituto Teologico “S. Antonio Dottore” di Padova, e il 25 marzo 1988 ho professato la mia scelta definitiva e totale; il 16 dicembre 1989 sono stato ordinato sacerdote dal vescovo di Gorizia, mons. Antonio Vitale Bommarco, già provinciale e ministro generale del nostro Ordine. Dal 1987 sino al 2005 sono stato nel campo della formazione dapprima presso i seminari minori di Rivoltella del Garda (1987-89) e Camposampiero (1989-1994), poi sono stato nominato rettore dei postulanti a Brescia (1994-2001) e dei postnovizi a Padova (2001-2005). Dal 2005 al 2007, sono stato di famiglia al convento del Santo, con la possibilità di frequentare presso l’Istituto Teologico di Assisi (aggregato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense) i corsi della specializzazione in Francescanesimo, ottenendo il 24 ottobre 2008 la licenza in Teologia e studi francescani. Dopo gli studi in Assisi, nel 2007 sono stato posto di famiglia a Camposampiero come responsabile dei frati professi solenni sino al marzo 2009 quando, nel Capitolo provinciale ordinario, il 13 marzo sono stato eletto vicario provinciale della Provincia Patavina di S. Antonio».

Ieri, 12 aprile 2013, è stato eletto Ministro provinciale. I suoi confratelli lo stimano e sono attratti dalla sua bontà, dal suo sorriso e dalla luminosità dei suoi occhi. Particolarmente sensibile e attento, portato al dialogo e alla relazione senza imporsi, coltiva una spiritualità fresca e coinvolgente. I requisiti richiesti dalle Costituzioni francescane di maturità, capacità e spirito francescano trovano in lui una sintesi persuasiva. Un difetto però ce l’ha: è interista senza sconti.

Lunedì prossimo padre Giovanni proporrà all’approvazione di tutta l’assemblea i suoi diretti collaboratori. Poi ci sarà una lunga pausa fino a metà luglio. Nel frattempo il provinciale dovrà stilare il programma del quadriennio e presentare il nuovo organigramma di incarichi e ruoli nelle comunità dei frati. Oltre la mole di lavoro data dall’estensione della nuova Provincia religiosa, dovrà fare i conti con la cultura contemporanea, sempre più propositiva di novità, di stimoli e di provocazioni, ma non sempre in perfetta sintonia con le scelte della vita religiosa che si pone come obiettivo la vita evangelica vissuta in modo mirabile da san Francesco e da sant’Antonio.

La nuova “Provincia italiana di sant’Antonio” (www.francescaninorditalia.net), nata con la fusione delle comunità di Padova e di Bologna, richiama il periodo in cui lo stesso sant’Antonio fu ministro provinciale, dal 1227 al 1230, nello stesso territorio. Ben diversi sono i confini. Oggi per avere un’idea dell’estensione della provincia italiana di sant’Antonio bisogna guardare la carta dell’emisfero terrestre: si parte dal Cile fino all’Indonesia; una sosta in Ghana (Africa), si risale in Portogallo e in Francia e si giunge finalmente a Padova. Insomma, sarà più facile incontrare padre Giovanni negli scali degli aeroporti che nella sua sede al Santo.